Spagna sul tetto d’Europa

di Marco Mancini 2

La Spagna è campione d’Europa. La squadra di Aragones ha strameritato la vittoria, venuta alla fine solo grazie ad una rete di Torres, ma che poteva essere molto più larga, viste le 12 palle gol nette per gli iberici, che hanno sbagliato troppi gol davanti a Lehmann. La Germania, dal canto suo, alla prima sfida vera è crollata, non solo sul piano del risultato, ma anche sul gioco, dato che non è mai stata veramente pericolosa.

La Germania schiera a sorpresa Ballack dal primo minuto. Probabilmente il problema al polpaccio era solo pretattica, perchè si vede sin da subito che il centrocampista del Chelsea non è mai stato così in forma. Nella Spagna invece l’ultimo dubbio viene sciolto con l’inserimento di Fabregas al posto dell’infortunato Villa.


Parte bene la Germania, che riesce da subito a prendere le redini del gioco. I primi minuti sono i più fruttuosi per i tedeschi, che chiudono nella loro metà campo gli spagnoli, ma non sono mai pericolosi per Casillas. Klose e Podolski si fanno vedere spesso in avanti, mentre è solo Ballack a creare pericoli veri. Gli spagnoli invece vivono di folate, con palla lunga e negli spazi per Torres e Iniesta, ma è la punta del Liverpool la più pericolosa. Si vede da subito che nel suo ruolo naturale, quello di centrale offensivo, si sente più a suo agio. Attacca l’avversario anche fisicamente, e non ha paura dello scontro con due armadi come Mertesacker e Metzelder. Il primo tiro in porta è della Germania, molto debole di Hitzlsperger, facile preda per Casillas. Al quarto d’ora risponde la Spagna, ma il più pericoloso è Metzelder, che devia verso la sua porta un cross di Iniesta, e Lehmann riesce a respingere la palla fuori con uno scatto felino. Ma quest’azione impaurisce la Germania, che da questo momento in poi non si vede più in avanti. Prima Lehmann para una punizione di Xavi, poi Torres colpisce di testa ma manda alto, al 23′ ancora Torres salta più in alto di Mertesacker e colpisce in pieno il palo. E’ questo il preludio al gol che arriva pochi minuti dopo. Lancio di Xavi, Torres si insinua tra Metzelder e Lahm che si addormenta e si fa superare dalla punta del Liverpool che anticipa Lehmann in uscita e insacca la rete dell’1-0. Dopo un minuto gli spagnoli potrebbero raddoppiare, ma Iniesta anzichè tirare da 5 metri da Lehmann, preferisce servire al volo Silva che spara alle stelle. La gara si incattivisce e per fortuna si va negli spogliatoi, per un primo tempo molto interessante e divertente.

La ripresa è meno movimentata della prima frazione, eccezion fatta per le numerose risse e gli scontri per una partita che i tedeschi provano a mettere sui nervi, e in cui spesso gli spagnoli abboccano. Parlando invece di calcio giocato, è sempre la Spagna a rendersi più pericolosa. Al 7′ Frings perde un pallone a centrocampo e solo l’imprecisione degli spagnoli non gli permette di arrivare in porta, ma è la dimostrazione che i tedeschi non ci stanno con la testa. Al 22′ Ramos ha la palla buona per raddoppiare su un calcio di punizione, la difesa si dimentica di lui che è liberissimo in area, ma Lehmann, ancora una volta, deve chiudere in angolo. Un minuto dopo è Iniesta che tira benissimo, ma sulla linea di porta Frings la devia fuori. La Germania ormai è alle corde e non esce più dal centrocampo. Ancora un minuto e ancora Iniesta mette in difficoltà il portiere dell’Arsenal, mentre Torres continua a far impazzire Metzelder. Gli ultimi 10 minuti sono ancora un pressing continuo degli spagnoli alla ricerca della seconda segnatura. Prima Lehmann è costretto ad uscire dall’area, rischiando l’espulsione, per fermare gli spagnoli, poi Senna manca la deviazione da due passi dalla linea su assist di Guiza, Low mette in campo la terza punta ma i suoi non sono più lucidi. L’arbitro fischia, e la coppa d’Europa torna dopo 44 anni in Spagna.

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