Podolski core ingrato, ne fa due alla sua Polonia. L’Austria è un flop

di Marco Mancini Commenta

La seconda giornata degli Europei si chiude con gli stessi identici risultati della prima. La gara pomeridiana finisce 1-0 contro i padroni di casa, stavolta dell’Austria; quella serale si chiude sul 2-0, dove ad avere la meglio, come peraltro facilmente prevedibile, è la Germania, contro una comunque buona Polonia.

E la febbre sale per l’esordio dell’Italia, che ci sarà tra qualche ora, insieme anche ad altre due big di questo torneo, Olanda e Francia, il cui programma sarà disponibile su Cinetivu. Per adesso invece andiamo ad analizzare come mai le due squadre di casa hanno aperto in maniera così ingloriosa.


Come ieri la Svizzera, anche oggi l’Austria parte abbastanza addormentata. Ma a differenza della gara inaugurale, la Croazia merita eccome il vantaggio che arriva già nei primi minuti, grazie al rigore trasformato da Modric, che calcia malissimo un penalty che, se in porta ci fosse stato Manninger, probabilmente non sarebbe entrato. Dopo l’1-0 gli austriaci faticano a costruire azioni degne di nota, difficilmente riescono a fare più di due passaggi di fila, e sembra che non parlino nemmeno la stessa lingua. La Croazia invece è rapidissima e attacca a testa bassa, dando l’impressione di poter chiudere la gara in goleada. Ma col passare dei minuti comincia a spegnersi, e la ripresa si apre con l’Austria sorprendentemente in avanti e la Croazia che non supera più il centrocampo. Gli ultimi 45 minuti sono l’esatto opposto del primo tempo, con 21 calciatori riversati nella metà campo croata, con solo il portiere austriaco presente nella sua. Ma i padroni di casa difettano in attacco e si vede. Linz non è per niente incisivo, e manca anche la lucidità dei compagni, tanto che l’unico a rendersi un pò pericoloso è il 38enne Vidic, sempre lui, che va un paio di volte vicino al gol, senza però cambiare il risultato.

La sera invece la gara è molto più aperta. La Polonia cerca subito di far male ai tedeschi che a centrocampo a sorpresa schierano Podolski al posto di Schweinsteiger. In realtà si tratta di un 4-3-3 che almeno nei primi minuti ha il solo risultato di mettere sotto pressione Lehmann, che non appare nemmeno tanto sicuro negli interventi. Ci provano i polacchi con molta buona volontà, ma come spesso succede in queste competizioni, non vince chi si impegna di più, ma chi ha i fuoriclasse. E così, alla prima distrazione della difesa biancorossa, Klose ne approfitta per liberare a porta vuota Podolski che segna una sorta di “gol dell’ex“, dato che lui è di origini polacche. Anche la ripresa è vivace come il primo tempo, con azioni che si susseguono da entrambe le parti, e Boruc e Lehmann sono chiamati molto spesso all’intervento. Molto buono l’esordio di Guerreiro, un pericolo costante sulla fascia sinistra della Germania, e unico a rendersi veramente pericoloso tra i polacchi. E come nel primo tempo, basta una sola distrazione per prendere gol: Zewlakow si addormenta in area, Schweinsteiger recupera palla, Klose svirgola e involontariamente serve Podolski: 2-0. Dopodichè i polacchi perdono tutta la loro verve e ancora Podolski va vicino alla tripletta, ma la gara finisce così, con i tedeschi che fanno capire sin da subito chi è che comanda nel girone, e con le altre tre squadre che dovranno sudare la qualificazione fino alla fine.

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