I campioni d’Europa escono in anticipo

di Marco Mancini 1

La seconda giornata dell’Europeo si chiude con la Grecia che raggiunge la Svizzera tra le squadre che lasciano il torneo anzitempo. Gli ex campioni d’Europa sono apparsi la squadra che più di tutti si è dimostrata meno competitiva, e siccome la formazione era in buona parte la stessa di 4 anni fa, la vittoria del 2004 viene delegittimata e risulta come fortunosa e niente di più.

Nel pomeriggio intanto la Spagna si prende il primo posto nel girone battendo a tempo scaduto una Svezia molto buona nel primo tempo, ma inesistente nella ripresa, con Villa che si conferma capocannoniere del torneo con 4 reti. I risultati di giornata sono stati 2-1 nel pomeriggio e 0-1 la sera.


La Grecia non è la stessa squadra inguardabile della prima gara contro la Svezia, forse ha capito che sperando di non prenderle, prima o poi il gol arriva. E infatti Rehhagel schiera due punte e mezza, anzichè il solito Charisteas da solo in avanti a battersi come un leone. E almeno nei primi minuti ha ragione. Sono i biancazzurri a rendersi molto più pericolosi, Liberopoulos trova gli spazi giusti liberato da Charisteas che attira i difensori, e sulla fasce la superiorità greca è evidente. Peccato che al momento del tiro ci sia molta imprecisione, e Akinfeev sia in giornata, e così il risultato non si sblocca. Alla mezz’ora la svolta della gara. Su un cross innocuo, Nikopolidis fa un’uscita scriteriata, insegue un pallone inutile uscendo dalla porta, Semak lo anticipa in rovesciata e la palla finisce a centro area dove tra 4 difensori si incunea Zyryanov che insacca a porta vuota. I greci sono scioccati dal modo in cui hanno preso il gol e dopo 2 minuti Pavlyuchenko si divora l’occasione per chiudere la partita: cross dalla destra e a porta semivuota l’attaccante dello Zenit schiaccia per terra di testa e la palla supera la traversa. Nel finale di primo tempo la mossa che cambierà la partita, entra Karagounis e la Grecia si trasforma.

La squadra di Rehhagel è molto più rapida e comanda il gioco, soprattutto nella ripresa, dove finalmente vien fuori il carattere che l’ha portata a vincere il torneo 4 anni fa. Le azioni riprendono ad essere alternate, e un pò l’imprecisione e poi i portieri impediscono che il risultato cambi. Basinas dopo 10 minuti pareggia le occasioni divorate, spedendo alto un pallone regalatogli da un flipper in area russa; i portieri continuano a superarsi, e nel finale Pavlyuchenko continua a mangiarsi l’impossibile. A 3 minuti dalla fine i tifosi greci esplodono per il pareggio, ma Rosetti annulla per fuorigioco (millimetrico) e si rimane sull’1-0 russo. I ragazzi di Hiddink tengono palla fino alla fine e raggiungono la Svezia a quota 3.

Nel pomeriggio proprio gli svedesi avevano pregustato un punto che gli avrebbe probabilmente consegnato la qualificazione ai quarti. Almeno nel primo tempo Ibrahimovic e compagni avrebbero meritato il pari, dato che se la sono giocata alla pari con le Furie Rosse. Le due formazioni sono le stesse della gara d’esordio, e si rendono entrambe pericolose con continui capovolgimenti di fronte. Grosse occasioni sbagliate non ce ne sono, anche perchè con la qualità che c’è in campo difficilmente si arriva a perdere l’occasione per segnare. Infatti al quarto d’ora Torres anticipa tutti con il piede in spaccata e trasforma un calcio d’angolo nel gol del vantaggio. Gli svedesi non ci stanno e cominciano a prendere a pallonate Casillas. Per ben 3 volte vanno vicini alla rete, fino al 34′, quando un lancio dalla destra coglie Ibra tutto solo a centro area, tenta il tiro al volo ma la palla gli rimane sotto il piede. Niente è perduto, perchè basta un piccolo movimento dell’attaccante dell’Inter per disorientare Albiol e depositare in rete. 1-1 e gara più equilibrata.

La ripresa si apre con le due squadre più caute, perchè la forza di entrambe si conosce, e nessuno vuol rischiare di subire un gol. Alla lunga però sono gli spagnoli a dominare, e a rendersi pericolosi soprattutto con conclusioni da fuori. I gialloblu fanno muro davanti alla porta di Isaksson, e non ci provano nemmeno ad attaccare, anche perchè Ibrahimovic nel frattempo è uscito per un piccolo problema muscolare. Più passano i minuti e più la Spagna prende coraggio, è sempre Torres che prova a mettere in difficoltà la Svezia, ma anche Silva è veramente imprendibile. Quando ormai però gli svedesi sentono vicino il punto conquistato, abbassano la guardia e pagano questa disattenzione. Un lancio da 80 metri della difesa spagnola coglie Villa che si incunea tra due difensori, si ritrova la palla tra i piedi davanti ad Isaksson ed è un gioco da ragazzi segnare il gol partita. Siamo al secondo minuto dei tre concessi dall’arbitro per il recupero, e non c’è più tempo per recuperare, la Spagna chiude il girone al primo posto.

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