Euro 2012 in Polonia ed Ucraina? Forse no!

di Gioia Bò Commenta

Neanche il tempo di celebrare il trionfo spagnolo ad Euro 2008 che già ci si proietta verso la prossima edizione, organizzata, come saprete, da Polonia e Ucraina. O almeno così dovrebbe essere, visto che da qui a tre mesi, la Uefa potrebbe fare marcia indietro e valutare una riassegnazione.

Il motivo? Cerchiamo di capirlo insieme, ripartendo dallo scorso anno, quando i due paesi dell’est si sono visti assegnare l’organizzazione della kermesse continentale, superando sul filo di lana proprio l’Italia (otto voti per Polonia ed Ucraina, solo quattro per il Bel Paese).

Non mancarono le polemiche, soprattutto in virtù del fatto che la situazione dei nostri stadi era sicuramente migliore rispetto a quella degli stadi dell’est, che sarebbero dovuti ripartire da zero, per presentarsi all’appuntamento del 2012 con un look completamente rinnovato. Questo non significa che i nostri impianti siano al massimo dello splendore, ma solo che onestamente siamo “messi meglio”.


E questa situazione è nota a noi, è nota a loro, ed è nota alla Uefa, che ha concesso sei mesi di tempo a Polonia ed Ucraina per dimostrare di essere all’altezza di un grande evento. Ora i sei mesi sono trascorsi e proprio in questi giorni una delegazione Uefa, guidata dal Presidente Platini, si è recata nei due paesi ospitanti per valutare i progressi nella realizzazione dei lavori.

Positiva la prima tappa in Polonia: i lavori procedono secondo i tempi stabiliti e Platini ha avuto modo di lodare

la gestione professionale del progetto, anche grazie al sostegno offerto da tutte le forze politiche.

Parole di stima che avevano fatto ben sperare la federazione polacca, ma che, alla luce dei fatti, potrebbero risultare solo come inutili complimenti. Tutta colpa dell’Ucraina, seconda tappa della delegazione Uefa, che invece è ancora molto indietro nei lavori e non ha mantenuto gli impegni presi sei mesi fa, dimostrando scarsa capacità organizzativa.

Il giudizio negativo sulla situazione degli stadi ucraini (in particolare quello di Kiev) potrebbe convincere il Comitato esecutivo dell’Uefa a riassegnare l’organizzazione degi prossimi Europei. A sentire Michel Platinì saranno decisivi i prossimi tre mesi e solo a fine settembre sapremo se l’Europeo del 2012 si giocherà in Polonia ed Ucraina.

Naturalmente l’Italia segue con interesse la vicenda, nella speranza di vedersi restituito quanto le è stato tolto lo scorso anno, ma a quel punto bisognerà valutare la situazione dei nostri stadi, che non ospitano manifestazioni internazionali da ben 18 anni. Come dire: siamo messi meglio dei paesi dell’est, ma c’è molto da fare. Più facile che in caso di riassegnazione vengano scelte delle sedi che diano maggiori garanzie sotto questo punto di vista, come ad esempio Germania o Francia.

Insomma, se vogliamo giocare gli Europei in casa, dobbiamo “gufare” contro l’Ucraina e poi incrociare le dita.

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