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Quanto guadagna un calciatore?

Preoccupati perchè lo Stato vi “mangia” metà dello stipendio? Non preoccupatevi, c’è chi sta come voi, anche guadagnando molto di più. Anche i calciatori stramiliardari dovranno inchinarsi al Fisco, che tra Enpals, Irpef, Tfr e simili vedono la metà della loro “busta paga” volatilizzarsi.
Infatti il contratto dei calciatori è un semplice contratto di dipendenza a cui segue una registrazione nel registro matricole da parte della società, che è a tutti gli effetti come l’azienda che assume gli operai. Sarebbe bello sentire un Totti o un Ronaldo chiamato per matricola come Fantozzi.

Il rapporto tra la società sportiva e il calciatore professionista è regolato dalla legge n. 91/81 e prevede anch’esso un minimo sindacale (previsto ad esempio nel contratto di Damiano Tommasi nella Roma di qualche anno fa, o di Bobo Vieri lo scorso anno nell’Atalanta). Gli si presenta a fine mese una busta paga come quella di qualsiasi dipendente in cui appaiono come primo motivo di uscita fiscale il prelievo Enpals, sistema previdenziale, che porta via il 33% dello stipendio. Il Tfr invece il 7,50%.
La Gazzetta calcola queste cifre su un calciatore medio della serie A, che prende 540.000 euro circa al mese, di cui “solo” 300.000 vanno nelle sue tasche.
Poverini questi calciatori che si possono godere solo la metà degli ingaggi che le società gli offrono, peccato che ci siano tanti tanti zeri in più rispetto ad altri tipi di buste paga, e non avranno difficoltà ad arrivare a fine mese.