Camoranesi: il primo cartellone pubblicitario umano

di Marco Mancini Commenta

C’è gente, molto spesso attori, che recita in sponsor talmente per tanti anni che rimangono marchiati a vita, e quando si parla di loro, molto spesso li si lega a questo o quel prodotto. I calciatori intanto non vogliono essere da meno, ed ecco la trovata di Mauro German Camoranesi, fare da cartellone umano per il suo sponsor personale, la Puma.

La trovata di marketing è molto originale: tatuare sulla pelle del centrocampista dell’Italia il proprio logo. Ma non quello del puma che salta, che magari sarebbe stato anche troppo scontato e di cattivo gusto. L’idea è quella di lanciare il marchio della prossima linea di abbigliamento, direttamente sul braccio del nostro italo-argentino.


In pratica si tratta della “radiografia” di un puma, che fa apparire così il radio e l’ulna stampate su braccio e avambraccio di Camporanesi, come se fossero le sue. La nuova linea prevede anche i guanti da portiere che riportano la radiografia delle mani, o delle nuove scarpette con la radiografia del piede. Davvero originale.

Per par condicio il rappresentante di Puma ha provato, prima della partita con la Francia, di “marchiare” anche un nostro avversario, e aveva puntato Anelka. Ma forse sarà per il nervosismo di aver saputo che non avrebbe giocato, oppure per la tensione in casa francese per la probabile eliminazione, ma l’attaccante ha respinto l’invito, e pare neanche troppo gentilmente.

La domanda che ora ci si pone è: ma se il contratto con la Puma dovesse scadere, Camoranesi rimarrà marchiato a vita? A parte che Mauro non è nuovo ai tatuaggi (ne ha uno enorme sulla schiena con un’aquila con le ali spiegate, e altri sparsi per il corpo), questo tatoo non sarà definitivo. Infatti non si è lavorato con ago e inchiostro, ma con una stampa in stile Hennè, che con qualche lavaggio va via. Dopo il suo esempio, pare che anche Materazzi, che di tatuaggi ne ha qualche centinaio, possa aderire a questa iniziativa, facendosi tatuare una frase dei baci Perugina.

Insomma, prima ci si limitava al cappellino durante le conferenze stampa. Poi sono arrivate le scarpe firmate, il frontierino, i ciondoli e la maglietta da mostrare alzando quella della propria squadra al momento del gol, quando tutti gli obiettivi dei fotografi sono puntati sul calciatore. Con questa trovata del tatuaggio forse si sta oltrepassando il limite, quale sarà la prossima mossa?

Fonte: La Stampa

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