Dino Zoff: il numero 1 assoluto!

di Gioia Bò 4

Mito: termine usato spesso a sproposito nel mondo del calcio per definire questo o quel calciatore che ci sa fare un po’ più degli altri con il pallone tra i piedi. Ma il titolo di mito bisogna guadagnarselo sul campo e nessuno come lui è riuscito così bene nell’intento di restare stampato nalla memoria dei tifosi.

Dino Zoff, classe 1942, interprete di un calcio in continua evoluzione, attraversato da decenni di gloriosa carriera. In pochi avrebbero scommesso su di lui, su quel ragazzino esile, che per mantenersi faceva il meccanico e giocava per puro diletto. Lo scartarono Juventus ed Inter, giunte fino in Friuli per osservare questo portierino in azione, ma l’occasione di riscatto gliela offrì l’Udinese, facendolo esordire giovanissimo in serie A.

Inizio in salita per lui, con 5 gol beccati all’esordio contro la Fiorentina ed un pubblico ostile pronto a sottolineare qualunque suo errore. Poi il Mantova per 4 anni e finalmente Napoli, città rumorosa, aperta, molto lontana da quel suo carattere chiuso e serioso. Eppure fu amore a prima vista e Dino diventò in fretta uno degli idoli di quella squadra che pure vantava la presenza di campioni come Sivori e Altafini, Canè e Bianchi.


Anni memorabili che lo portarono alla vittoria dell’Europeo nel ’68, facendo ricredere la Juventus, che anni prima lo aveva inesorabilmente bocciato. Con la maglia bianconera la sua grandezza raggiunge livelli stellari: sei scudetti, una Coppa Uefa, e due Coppe Italia, oltre ad una serie impressionante di record difficilmente superabili.

Un numero uno anomalo, lontano dallo stereotipo di portiere volante e spettacolare: lui amava l’essenziale, il concreto, senza colpi di testa o gesti plateali.

L’istantanea che amiamo ricordare è quella che ce lo mostra nella notte del Bernabeu, quando ormai quarantenne, alza al cielo la Coppa del Mondo, regalando all’Italia la gioia per il terzo titolo conquistato. Ed alzi la mano chi alla vigilia della partenza per la Spagna avrebbe scommesso una lira su quel portiere vecchio, lento nei riflessi e con grossi problemi a parare i tiri da lontano! Erano queste le critiche che gli venivano mosse, ma questi occhi ancora ricordano la parata al 90° su Paulo Isidoro, in quell’Italia Brasile 3-2, che in caso di pareggio avrebbe consentito ai verdeoro di giocarsi le chances per la vittoria finale.

Una presa ferrea per demolire le critiche, in silenzio, come ci aveva sempre abituati, ma con uno sguardo che voleva dire: “Ditelo adesso che sono vecchio e stanco!”.

Il resto è storia recente e la storia è diventata da tempo leggenda!

Commenti (4)

  1. IL MIGLIORE PORTIERE MAI VISTO!

  2. dino zoff 6 il nunero uno.

  3. Dino Zoff,un mito.Pure a me mi soprannominavano DINO,negli anni della scuola elementare e media,anche per il mio fisico,magro e slanciato:avevo tra i 9 e i 14 anni.Mi sono sempre ispirato a lui anche come carattere,poiché é originario della mia provincia preferita,Gorizia,e la mentalità Mitteleuropea.Uno che parlava poco ma coi fatti,come dimostra la sua carriera

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