Avram Grant come Beckham e Collina: minacce di morte!

di Gioia Bò Commenta

E basta, rivoglio il mio giocattolo! Ridatemi il calcio che ho amato da bambina, il profumo della domenica, i 22 in campo che si giocano i tre punti e solo quelli! Riprendetevi gli scandali, i sospetti, calciopoli, le tv e gli interessi. Lasciatemi solo il pallone, l’unica cosa che conta e per cui vale la pena di guardare una partita.

Una volta il calcio finiva in prima pagina solo per avvenimenti eccezionali (la vittoria di un mondiale per esempio), oggi campeggia sempre più spesso accanto alla cronaca, diventando, nella maggior parte dei casi, cronaca lui stesso.

L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda l’allenatore del Chelsea, Avram Grant, destinatario di una lettera contenente minacce di morte ed una polvere misteriosa. Il messaggio contenuto nelle poche righe era di chiaro stampo antisemita (vi risparmio il testo) e si concludeva con “quando aprirai questa lettera, morirai di una morte molto lenta e dolorosa”. Insulti e minacce anche all’indirizzo della moglie Tzofit, personaggio molto noto in Israele.


Il tutto si è poi rivelato un bluff, visto che si trattava di una polvere innocua, ma già spaventa il fatto che qualcuno possa lontanamente pensare di mettere a repentaglio la vita di allenatore, solo perché è ebreo! Ma vi rendete conto? Cosa c’entra il calcio in tutto questo? Viene solo voglia di chiudere il circo e scrivere la parola fine.

E Avram Grant, come detto, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di questo tipo. Anche in Italia ultimamente sembra che sia scoppiata una vera e propria gara di minacce varie. La religione non c’entra in questo caso, ma la gravità dei fatti resta. Ricordate le lettere minatorie arrivate direttamente nella cassetta della posta di casa Collina, che lo costrinsero a girare scortato? Certo, nella maggior parte dei casi si tratta di mania di protagonismo, di cretini che non hanno di meglio da fare che cercare visibilità sulle pagine dei giornali, ma intanto creano tensione in un ambiente che avrebbe bisogno di tutt’altro.

Stesso discorso per le lettere giunte di recente nelle sedi di Inter e Milan, contenenti pallini da caccia e proiettili esplosi, oltre alla solita lunga lista di insulti e minacce indirizzate a presidenti, allenatori ed a qualche giocatore (Ibrahimovic in particolare). Ma cosa sperano di ottenere questi “geni del terrore”? Pensano forse di riuscire a creare un effetto Advocaat, che rassegnò le dimissioni da ct dell’Olanda, proprio perché spaventato dalle minacce ricevute?

Beh, allora dovrebbero usare un po’ più di fantasia, come fece la scorsa estate l’autore di un video apparso su un sito di Glasgow, in cui venivano presi di mira Beckham e Rooney, colpevoli di aver deviato le giovani menti musulmane. Le immagini mostravano le foto dei due calciatori associate a quelle dei cadaveri e corredate di frasi minacciose. Si parlò di estremisti islamici, scomodando addirittura Bin Laden, considerato la vera mente dell’iniziativa, ma anche in questo caso ci sono forti sospetti che si tratti in realtà dei soliti cretini in cerca del quarto d’ora di popolarità. Ed anch’io gliel’ho concessa!

Ma, ditemi, questo è calcio? Rivoglio il mio giocattolo!

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