Serie A 24a giornata: Bologna – Catania 1-0

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Anticipo della ventiquattresima giornata di serie A.
Stadio Dall’Ara, Bologna:
Bologna-Catania 1-0
Rete:
41’ pt Portanova (B)

Uan stagione nata male, in casa Catania, rischia di finire peggio. Ovvero, con gli etnei gravemente invischiati nella lotta per non retrocedere. Aver sostituito l’allenatore, in questo caso, non pare essersi rivelata mossa azzeccata anche perché, con l’ingresso di Simeone (scelta tanto suggestiva quanto discutibile), la marcia dei siciliani non è affatto migliorata. Se possibile, il tracollo è invece diventato più evidente.

A Bologna, contro un formazione in salute e che – non fosse per i punti di penalità – potrebbe vivere una fase di stagione ancor più serena – gli ospiti hanno solo saputo mettere in bella vista tutto l’agonismo di cui sono capaci: altre volte sarebbe stata una virtù, stavolta s’è trasformata in grave difetto visto che, allo scadere della prima frazione, i rossazzurri erano già sotto di un gol, di un uomo (due ammonizioni rimediate da Alvarez in 22’ sono una pesante ingenuità) e con tre cartellini gialli sul groppone.

Ronaldo contestato, pensa al ritiro

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Sembra che ha 74 anni, non 34!

Con questo che è forse il più gentile dei commenti che i tifosi del Corinthians gli hanno rivolto, si può avere un quadro ben preciso delle prestazioni dell’ex Fenomeno nel campionato brasiliano. A dir la verità fenomeno non lo è più da un bel po’, almeno 6 o 7 anni, ed è vero che il Brasilerao è tecnicamente molto meno impegnativo del calcio italiano, ma si tratta sempre di un campionato professionistico in cui bisogna correre.

Cosa che evidentemente Ronaldo non fa. E’ in sovrappeso da fare orrore, ha ginocchia malconce, tira come un ragazzino di dodici anni ed è ormai stato preso di mira come capro espiatorio di una stagione fallimentare dello storico club brasiliano, dato che la vittoria del campionato è un miraggio e la Copa Libertadores è ormai persa, dopo l’eliminazione per mano di una squadra colombiana semisconosciuta, il Tolima.

Milan: Barcellona e Chelsea dietro il mancato rinnovo di Pirlo?

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La volontà del Milan, si sa, è svecchiare la squadra, e così saranno molti i senatori che partiranno a fine stagione. Tra questi potrebbe esserci anche Pirlo, uno su cui ufficialmente i rossoneri puntano ancora, almeno finché Flamini o Van Bommel non dimostreranno di poterlo sostituire a dovere. Ma intanto, visto che non sembra più così fondamentale com’era una volta, la sua avventura a Milanello potrebbe finire dopo 10 anni e circa 300 partite.

La sua priorità è quella di rinnovare con il Milan il contratto in scadenza a fine campionato, ma siccome finora Galliani ha temporeggiato, dall’entourage del calciatore cominciano a trapelare indiscrezioni che potrebbero non far piacere ai tifosi milanisti: aspetterà fino a marzo, poi si guarderà intorno.

Bundesliga: il Borussia butta due punti, ma le inseguitrici perdono tutte

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Quando si dice “la stagione giusta”. Quando certi tornei nascono così, è evidente che il destino fa di tutto per farteli vincere. La dimostrazione è quella del Borussia Dortmund dell’ultima giornata disputata di Bundesliga. Contro lo Schalke 04, una delle formazioni più derelitte del campionato tedesco fino a poche settimane fa in piena zona retrocessione, la squadra di Klopp le prova tutte per vincere, prende letteralmente a pallonate la porta avversaria, e solo la sfortuna non gli consente di vincere l’anticipo del venerdì.

A Dortmund finisce 0-0, e sembra un’occasione ghiotta per le inseguitrici che non hanno avuto molte opportunità quest’anno di avvicinare i gialloneri. Ma nelle partite di sabato tutte decidono di fare un enorme regalo alla capolista. La seconda in classifica, il Bayer Leverkusen, perde 1-0 a Norimberga; l’armata del Bayern Monaco invece decide letteralmente di suicidarsi a Colonia. Sopra per 0-2 alla fine del primo tempo, i bavaresi decidono di non scendere in campo, almeno con la testa, nel secondo, e così in diciotto minuti, dal 10′ al 28′, prendono 3 gol e perdono la partita.

Cagliari – Juventus 1-3: fotogallery

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Finalmente Juve! Dopo qualche settimana di agonia in cui sembrava girare tutto storto, la Vecchia Signora riesce a muovere la classifica ed a riportarsi a ridosso delle prime, sebbene i punti di distacco dal Milan capolista siano ancora dieci. L’eroe della serata è Alessandro Matri, fino a qualche giorno fa punta di diamante dell’attacco del Cagliari ed ora accasatosi sotto la Mole, dove si è subito ritagliato un posto da protagonista.

Meglio la Juve nelle prime battute di gioco con Bonucci, Matri ed Aquilani a mettere i brividi alla difesa sarda. Il vantaggio arriva al minuto numero 20, quando l’ex attaccante rossoblu raccoglie un passaggio di Krasic e batte Agazzi. Di lì a poco gli ospiti potrebbero raddoppiare, ma a salvare sulla conclusione di Marchisio è Canini.

Serie A 24a giornata: Cagliari – Juventus 1-3

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Anticipo della ventiquattresima giornata di serie A.
Stadio Sant’Elia, Cagliari:
Cagliari-Juventus 1-3
Reti:
20′ pt e 30′ st Matri (J), 6′ st Acquafresca (C), 39′ st Toni (J)

La grande serata di Alessandro Matri, rientrato a Cagliari dopo una settimana dall’addio ma con indosso casacca di ben altri colori, si chiude con epilogo tale da lasciare enorme entusiasmo solo tra i tifosi bianconeri, visto che l’ex bomber isolano si è reso protagonista di una prestazione encomiabile. Riferimento fondamentale per l’attacco della Juventus, costante spina nel fianco della difesa sarda, a tratti immarcabile e capace di creare spazi e occasioni da solo. Ha fatto il resto una Juve finalmente in grado di assemblare una formazione che non risente più di problemi e carenze in attacco e, diciamo noi, un Cagliari poco attento nella seconda frazione di gioco.

Lo stadio San’Elia – buon colpo d’occhio con numerosa presenza bianconera – riserva al beniamino di qualche settimana fa un’accoglienza fredda: nè troppi fischi ma neppure appalusi scroscianti. Nelle file dei padroni di casa Donadoni sceglie il modulo a una punta: Acquafresca in attacco con il supporto di Lazzari e Cossu. Conti e Biondini gestiscono la mediana. Delneri presenta Chiellini, Barzagli e Bonucci in retroguardia con Sorensen ad agire sulla fascia destra. Melo e Aquilani al centro del campo, Martinez e Matri coppia offensiva.

Udinese – Sampdoria 2-0: fotogallery

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Di Natale fa cento e l’Udinese vola alto in classifica e comincia a soffrire si vertigini dall’alto del suo quarto posto. Il racconto di Udinese-Sampdoria comincia da qui, dal 39′ minuto del primo tempo, quando Totò Di Natale raccoglieva un passaggio di Sanchez e portava il risultato sul 2-0, scrivendo la parola fine sulle speranze di rimonta dei blucerchiati.

I liguri erano arrivati al Friuli di Udine con l’intenzione di invertire la rotta, dopo le tre sconfitte consecutive, mentre i padroni di casa volevano confermare quanto di buono fatto nelle ultime settimane e regalare ancora un sogno ai propri tifosi.

Serie A 24a giornata: Udinese – Sampdoria 2-0

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Anticipo della ventiquattresima giornata di serie A.
Stadio Friuli, Udine:
Udinese-Sampdoria 2-0
Reti:
18′ pt Sanchez (U), 39′ pt Di Natale (U)

La vittoria a Torino in rimonta contro la Juventus, il pareggio interno contro il Bologna e una classifica che sta cominciando a far illudere non solo i tifosi ma anche la società: l’Udinese in procinto di sfidare la Sampdoria è una formazione che piace e stupisce riuscendo a dare sempre la sensazione che il gol – tanta è la facilità di costruire azioni importanti – sia sempre lì a venire. I blucerchiati, al contrario, vivono un momento di crisi evidente: con una sola vittoria e sette sconfitte nelle ultime dieci uscite stanno cominciando a sentire il fiato sul collo di chi sta immediatamente dietro e lotta per non retrocedere.

Di Carlo, a cui uno scellerato mercato di riparazione ha tolto pedine fondamentali per innesti che non stanno ancora incidendo, rischia la panchina e giocarsela di fronte a chi, nel girone di ritorno, ha collezionato più punti in assoluto, pare compito improbo. Di Natale, è a una rete dal gol numero 100 in maglia bianconera in Serie A: tra i friulani manca Handanovic, gli ospiti si affidano a Biabiany e Maccarone quali punte di riferimento.

Serie B: FOTO della 25a giornata

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Serie B, la venticinquesima. Che diventa, e non perchè si sia festeggiato ovunque (sarebbe statisticamente impossibile), l’occasione di ammucchiate celebrative importanti e belle da vedersi. Non ne vogliano gli sconfitti, ma alcune tra le vittorie odierne sono state parecchio significative e importanti. In chiave play off e in ottica play out, in vista della promozione e ai fini della salvezza. Si parte da Torino per immortalare il Sassuolo. Messi maluccio, gli emiliani, ai quali si poteva semmai chiedere di provare a mettercela tutta per contenere – quantomeno – la voglia dei padroni di casa. Invece, al di là di un avvio a razzo da parte dei granata – che sono tuttavia passati in vantaggio grazie a un rigore ben calciato da Rolando Bianchi ma concesso in maniera piuttosto frettolosa e (poco) arbitraria dal direttore di gara –  sono stati poi gli ospiti a macinare chilometri e prendere possesso del campo. Azione non pressante, quella del Sassuolo, ma tatticamente intelligente: attendisti e contropiedisti sono andati a nozze tra le maglie di un Torino che -ma va? – s’è sfaldato con il passare dei minuti. Un paio di guizzi griffati da De Falco hanno frastornato gli uomini di Lerda (rischia? non rischia? Fosse stato il Cairo della passata stagione, saremmo già al terzo tecnico granata in bilico) e consentito ai neroverdi di strappare tre punti d’oro. La permanenza in cadetteria è possibile, serve l’unità di intenti dell’abbraccio di cui sopra.

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A ruota, l’Ascoli. Che dopo il roboante successo interno contro i diretti concorrenti del Piacenza in realtà restano ancora lì, nei bassifondi, ma guadagnano, oltre a punti preziosissimi, anche una iniezione di fiducia necessaria per il proseguo della stagione. Vederli abbracciati e compattati fa pensare che i momenti più critici siano stati superati: tale spirito d’insieme potrà solo diventare il valore aggiunto di un gruppo che, dal punto di vista dell’organico, non ha da invidiare nulla a parecchie formazioni meglio posizionate.

Serie B 25a giornata: Atalanta prima, seguono Siena e Novara. Tonfo del Torino, bell’Ascoli

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Reggina-Padova 1-1
Atalanta-Pescara 1-0: 10′ st Marilungo (A)
Cittadella-Siena 0-0
Ascoli-Piacenza 3-1:
8′ pt Faisca (A), 13′ pt Di Donato (A), 7′ st Cacia (P), 33′ st Cristiano (A)
Grosseto-Novara 0-1: 20′ st Gonzalez (N)
Modena-Crotone 1-1: 19′ pt aut. Rullo (M), 29′ st Greco (M)
Portogruaro-Frosinone 0-1: 37′ st rig. Di Maio (F)
Torino-Sassuolo 1-2: 31′ pt rig. Bianchi (T), 10′ st e 24′ st rig. De Falco (S)
Triestina-Empoli 1-2: 23′ pt e 30′ st Coralli (E), 35′ pt Antonelli (T)
Varese-Albinoleffe 3-0: 27′ pt Ebagua (V), 43′ pt Carrozza (V), 27′ st Carrozza (V)
Livorno-Vicenza lunedì ore 20.45

Materazzi: “Rivoglio lo scudetto del 5 maggio”

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Materazzi non si tira mai indietro. Per questo gli interisti lo amano e gli altri tifosi lo odiano – specie quelli di fede bianconera. Prendiamo l’esposto della Juve sul cosiddetto scudetto di cartone dato all’Inter. Un altro giocatore se la sarebbe cavata con una battuta o dicendo che ognuno a casa sua può fare quel che vuole.

Lui no. Durante una sua ospitata al Chiambretti Night arriva anzi a rincarare la dose

La Juve rivuole gli scudetti? Non devono chiederlo a noi. Io mi riprenderei quello perso il 5 maggio 2002.

Perché è vero che l’Inter perse meritatamente contro la Lazio quel giorno ma nelle

quattro o cinque partite precedenti alla sfida contro la Lazio c’è stato qualcosa di poco chiaro.

Roma, il piano degli americani: Ancelotti in panchina e grandi acquisti

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Manca solo l’ufficialità, ma ormai appare certo che la Roma passerà a breve in mano agli americani. L’offerta, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 milioni di euro complessivi, sembra l’unica concreta, anche perché gli arabi si sono volatilizzati ed Angelucci, nonostante la volontà di molti di lasciare la squadra ad un presidente italiano, non sembra poter competere con la cordata a stelle e strisce.

Secondo le ultime indiscrezioni entro 2-3 settimane dovrebbe venire tutto formalizzato, e così cominciano a trapelare le prime linee guida della Roma che sarà dalla stagione 2011/2012. In primis, il cambio di panchina. Di Benedetto aveva già affermato che alla guida della sua squadra voleva un nome altisonante, e nella cerchia ristretta delle opzioni, il più probabile è quello di Ancelotti, un passato a difendere il centrocampo giallorosso, e che sembra sempre più alla fine della sua avventura al Chelsea.

Thiago Motta quasi azzurro

Sicuramente la polemica sugli oriundi è destinata a durare ancora a lungo, ma è indubbio che l’Italia abbia bisogno urgente di trovare dei centrali di centrocampo di alto livello, ed