Juve, Del Piero firma e sogna la terza stella

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Dopo mesi e mesi di rinvii, chiacchiere, voci che lo volevano lontano da Torino, Alessandro Del Piero firma il prolungamento del contratto con la Juventus, legandosi alla Vecchia Signora fino al giugno del 2012. L’accordo di massima era stato già raggiunto nella giornata di ieri, quando si erano incontrati Beppe Marotta e Stefano Del Piero, fratello e procuratore del capitano bianconero, ma solo oggi c’è stata la stretta di mano tra Alex ed il presidente Andrea Agnelli, che hanno scelto il nuovo stadio come location dell’evento. Soddisfatto il numero 1o:

Sono belle sensazioni, anche nel ’93 erano bellissime ma oggi ho qualche motivazione diversa. Sono felice di essere ancora qui, è quello che volevo per il prossimo anno. L’accordo non è stato difficile, non c’era tanto da discutere. E’ stato scelto un bel giorno, va bene così. Il 5 maggio una coincidenza? Diciamo che lo abbiamo fatto coincidere.

Semifinali Europa League: passano Porto e Braga

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Braga – Benfica 1-0

Villareal – Porto 3-2

La finale di Europa League della stagione 2010-’11 sarà tutta portoghese, come ampiamente previsto dopo che nella gara di andata del penultimo atto, l’unica squadra non lusitana (il Villareal) beccava una sonora cinquina dal Porto. Nell’altra semifinale si scontravano invece due squadre portoghesi, il Braga ed in Benfica, il cui risultato della gara di andata lasciava ancora dubbi sulla qualificazione.

Giuseppe Rossi e compagni non sono riusciti a ribaltare il 5-1 subito ad Oporto, ma escono comunque a testa alta dal confronto di questa sera, togliendosi la soddisfazione di battere gli uomini di Villas Boas per 3-2. Una gran bella soddisfazione per il Villareal, considerando che il Porto quest’anno ha lasciato ben poche occasioni di vittoria agli avversari, vincendo in lungo ed in largo sia in patria che in giro per l’Europa.

Materazzi-Zidane hanno fatto la pace!

Sembrava impossibile, con i due che si mandavano a quel paese da anni, ma alla fine pare proprio che Marco Materazzi e Zinedine Zidane abbiano fatto la pace dopo la testata più famosa del mondo. E’ dall’estate del 2006, dall’ormai mitica serata di Berlino in cui l’Italia si laureò campione del mondo, che i due non si incontravano. Ci hanno provato tv e giornali a fargli stringere la mano, ma alla fine è stato il destino a rimetterli faccia a faccia.

A raccontare la vicenda è lo stesso difensore dell’Inter ad un giornale francese, So Foot, in cui ha raccontato cosa è accaduto il 3 novembre scorso. Entrambi erano a Milano, ed il caso ha voluto che si incontrassero in un parcheggio di un hotel.

Nuova puntata nella ripartizione dei diritti televisivi

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La lotta si annuncia lunga, complicata e senza esclusione di colpi. Ieri comunque le 15 “piccole” della Lega di serie A hanno vinto una battaglia – che comunque non si sa quale peso possa avere sull’esito finale della contesa. Poco o nulla per chi ha perso: le cinque big si sono viste rigettare dalla Corte di giustizia federale il ricorso che richiedeva la sospensione dell’esecuzione e l’annullamento della delibera – presa a maggioranza dalle altre 15 società – che fissava dei parametri per suddividere i 200 milioni di diritti tv che dovrebbero essere erogati con criteri “meritocratici”.

Queste le parole di Adriano Galliani a commento del primo atto

E’ solo la prima tappa di una lunga vicenda; impugneremo questa decisione che è sbagliata.

Ovviamente diverso il parere del patron della Lazio, Claudio Lotito, quello che i media definiscono come il capo della rivolta:

Non si capisce come queste società possano ipotizzare di aver subito un danno economico se ancora non sono stati presentati i risultati delle ricerche. Faranno altri ricorsi? Possono fare quello che vogliono, noi ci difenderemo dovunque.

Inter: Guardiola possibile dopo-Leonardo?

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Sembra un deja vu, ma si ritorna a parlare di Guardiola all’Inter. L’attuale tecnico del Barcellona è ormai ad un passo dalla consacrazione. Se dovesse vincere la seconda Champions League in tre stagioni avrebbe raggiunto il massimo possibile sulla panchina blaugrana, e per questo potrebbe decidere di lasciarla per cercare nuovi stimoli.

Sono in molte le squadre che gli offrirebbero una panchina, ma quella che ha maggiori possibilità è l’Inter, che ha due sponsor come Roberto Baggio e Samuel Eto’o che farebbero mediatori. Leonardo vive una serie di alti e bassi a Milano, ed anche se va a genio a Moratti, il patron nerazzurro potrebbe preferire Pep per tornare a vincere.

Inter e Milan si sfidano per Danilo

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Ormai il campionato si è spostato in Brasile, almeno per le grandi squadre. Se in Italia si gioca a calcio, in Sudamerica ci si sfida sul piano del calciomercato, dove Milan e Inter sembrano non avere rivali. Dopo essersi accapigliate per Ganso, pare che adesso il pomo della discordia sia il giovane Danilo Luiz Da Silva, meglio conosciuto solo come Danilo, un difensore di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro.

Si tratta infatti di un terzino che ricorda molto Maicon, ma che a differenza dell’interista, oltre ad avere 10 anni in meno, ha anche maggiore confidenza con il gol. Ormai il suo nome è sul taccuino di mezz’Europa dopo la tripletta rifilata al Colo Colo in Copa Libertadores, ma ha segnato anche altri gol, come quello nella finale di Under 20 contro l’Uruguay.

Milan, Berlusconi: “Voglio stadio a mio nome”

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La campagna elettorale è già iniziata da un pezzo, ma la persona che più intreccia vita politica e calcio ancora non aveva sfruttato questa carta. Ma siccome lo conosciamo, sapevamo che prima o poi l’avrebbe giocata, e così è stato.

Silvio Berlusconi, intervistato a Porta a Porta, ha calato l’asso, e per far fare un balzo definitivo alla sua notorietà, specialmente in quella città di Milano dove rischia il tracollo di voti, la spara grossa: vorrebbe che lo stadio di San Siro fosse intitolato a suo nome.

Manchester United – Schalke 4-1: fotogallery

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Poco più di una formalità la semifinale di ritorno di Champions League tra Manchester United e Schalke 04, con gli inglesi che avevano battuto Raul e compagni in terra tedesca per due reti a zero. Lo Schalke sapeva che la rimonta era quasi impossibile, ma sperava di poter colmare il divario tecnico in considerazione dell’assenza di tanti big tra le fila dei Red Devils.

Ma il Manchester delle “riserve” può giocarsela con quasi tutte le migliori squadre d’Europa e questa sera ne ha dato conferma, surclassando gli avversari e divertendo il pubblico dell’Old Trafford. Correva il minuto numero 26 del primo tempo, quando i padroni di casa mortificavano le speranze di rimonta dei tedeschi, andando in rete con Valencia, bravo a sfruttare un passaggio di Gibson in profondità.

Champions League: Manchester United – Schalke 04 4-1

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Semifinale di ritorno di Champions League 2010/11
Stadio Old Trafford, Manchester:
Manchester United-Schalke 04 4-1
Reti:
26’ pt Valencia (M), 31’ pt Gibson (M), 35’ pt Jurado (S), 27′ st e 31′ st Anderson (M)

Qualificata per la finale: MANCHESTER UNITED

Finale: Londra, 28 maggio
Barcellona – Manchester United

Manchester United – Schalke 04 4-1

Un tale vantaggio – lo 0-2 dell’andata in casa dello Schalke 04 – consente al Manchester United di giocare la sfida di ritorno senza il contributo di qualche pedina eccellente. Sir Alex Ferguson, anche in ottica Premier League – che i Red Devils non hanno ancora sigillato in cassaforte e che li vedrà, la prossima domenica, di fronte al Chelsea di Carlo Ancelotti – rinuncia ai bomber della sfida tedesca e, fuori Giggs e Rooney, si affida a Berbatov e Valencia. Panchina anche per Vidic e Owen. La terza finale della massima competizione europea in quattro anni, per gli inglsi, è tutt’altro che una chimera. Raul e compagni ci provano: sarebbe più di un miracolo ma – lo ricordano gli interisti – i tedeschi hanno mostrato in passato di saperne compiere.

Il campo recita in favore dei locali: tengono bene le posizioni fin dai primi minuti anche se la velocità in ripartenza degli ospiti la si coglie tutta al 9’: destro di Farfan dal limite dell’area, sfera a lato di un’inezia. Fasi centrali tattiche e agonistiche ma su una incertezza della retroguardia di casa il Manchester si porta in vantaggio: è il 26’, Farfan sbaglia il retropassaggio e serve inavvertitamente Nani che appoggia per Gibson. Il centrocampista lancia in profondità Valencia: impossibile sbagliare a tu per tu con Neuer. Replica tedesca al 28’: Farfan serve Raul che di testa impegna Van der Sar. Tre minuti dopo, raddoppio Red Devils: Valencia serve Gibson che conclude di potenza e approfitta di uno svarione di Neuer. La rete che rianima lo Schalke arriva al 35’: traversone di Uchida, un tocco di Evans accompagna la palla verso Jurado: destro con palla che si infila sotto la traversa.

Video: i tifosi blaugrana prendono in giro Mourinho

José Mourinho, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, perché altrimenti si farebbe fatica a riempire i media che parlano di calcio. Dopo la semifinale di andata della Champions League, nella conferenza stampa dopo la partita aveva lanciato le sue pesanti accuse con altrettanti Por Qué?

Un nuovo tormentone – sul modello dello Zero tituli inventato quando era ancora l’allenatore dell’Inter – inventato dal geniale allenatore. Questa volta però la sua invenzione gli si è ritorta contro.