Tim Cahill: gol e manette!

di Redazione Commenta

Ne abbiamo viste di tutti i colori su un campo di calcio, ma questa proprio ci mancava! Si gioca Everton-Portsmouth, prima divisione inglese ed il centrocampista Tim Cahill segna il gol del 2-1 per la squadra di casa, rendendosi poi protagonista di un’esultanza che tanto ha fatto discutere in Inghilterra.

Sguardo alla telecamera e mani unite a mimare il gesto delle manette, che molti sul momento non hanno ben compreso, ma che è stato subito condannato da chi invece conosce la sua storia personale.

Il fratello di Tim infatti è attualmente detenuto in un carcere inglese con un’accusa pesante: aggressione e lesioni gravi. Era il luglio del 2004 quando Sean Cahill colpì un uomo con due calci in pieno volto, facendogli perdere l’uso di un occhio. Arrestato e rimesso subito in libertà dietro pagamento di una cauzione, il fratello di Tim pensò bene di scappare in Australia, suo paese d’origine.


Solo lo scorso anno, grazie ad un mandato di cattura internazionale, si è potuto procedere al suo arresto, con conseguente processo e condanna a sei anni di carcere. Intanto la vittima, Christopher Stapley, negli ultimi anni ha dovuto subire numerosi interventi chirurgici ed ora rischia di restare completamente cieco. Per cercare di dimenticare l’accaduto si è trasferito negli Stati Uniti, mentre la sua famiglia è rimasta a Londra e, guardando le immagini dell’esultanza di Tim Cahill, non ha potuto far altro che condannare il gesto, sentendosi offesa:

Come personaggio pubblico e campione dello sport, il gesto di Tim Cahill è stato gravemente irresponsabile. Celebrando il gol in quella maniera, sembra quasi che lui approvi quanto fatto dal fratello. Che genere di messaggio possiamo trasmettere alle giovani generazioni?

In sua difesa bisogna riconoscere che si è immediatamente scusato per l’esultanza, dichiarando che la sua è stata una reazione spontanea e che l’unico suo scopo era quello di far sentire al fratello che gli è vicino e che lo pensa.

Anche la società lo difende, ritenendo che il modo scelto per festeggiare un gol è un fatto privato e che non si è trattato di un gesto inappropriato. La Football Association, che è stata chiamata in causa da più parti, per prendere provvedimenti nei confronti di Tim, ha preferito lavarsene le mani, ricordando che in casi di questo tipo solo l’arbitro può decidere se il gesto è offensivo verso qualcuno.

Insomma alla fine è solo questione di buon gusto, ma siamo certi che Cahill, la prossima volta che andrà in gol, ci penserà due volte prima di ripetere il gesto!

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