Alberto Maria Fontana: una vita in panchina!

di Gioia Bò Commenta

Eccoci arrivati al consueto appuntamento del giovedì con la storia dei numeri uno, non sempre grandi tra i pali, ma tutti con una storia da raccontare, perché il portiere è quasi sempre il più bizzarro della compagnia.

E quello che andiamo a presentarvi oggi un po’ strano lo è davvero, visto che nella vita ha quasi sempre fatto il “dodicesimo” di professione, neanche avesse davanti a sé gente che di nome fa Dino Zoff o Gianluigi Buffon.

Il secondo a vita risponde al nome di Alberto Maria Fontana, trentaquattrenne portiere del Torino, tifoso dei granata da quando era un ragazzino ed amava buttarsi a terra, sognando di emulare Bacigalupo o Walter Zenga, che granata non era, ma che per lui rappresentava il mito assoluto nel ruolo.


Una carriera spesa sui campi della serie C2 e C1, girovagando qua e là tra varie società di calcio, sempre o quasi a scaldare le tavole della panchina, nonostante il più delle volte avrebbe meritato la maglia da titolare.

Poi finalmente la grande occasione, il Torino che lo chiama per fare da secondo (ma va?) a Sorrentino e lui che pur di vestire quella maglia avrebbe accettato anche di fare la riserva della riserva.

E Alberto, detto Jimmy (come il suo omonimo del Palermo) non ha mai preteso più di quanto gli veniva concesso, né quando si trovava di fronte portieri inferiori, né quando al Toro arrivò Sereni e lui rischiò di non essere considerato all’altezza di fare il secondo.

Ha sempre avuto poche possibilità di dimostrare il suo valore, eppure è uno dei beniamini della curva che ogni domenica scandisce a gran voce il suo nome. Il motivo? La vicenda risale all’estate del 2005:

In meno di un mese passammo dalla promozione in A al fallimento, tra ultrà in rivolta e affaristi all’arrembaggio, sindaco mobilitato e preoccupazioni per la tradizione sportiva della città, oltre che per l’ordine pubblico.

Ebbene Fontana fu l’unico a firmare in bianco, dimostrando un attaccamento alla maglia senza eguali. Nel fuggi fuggi generale è stato il primo a dare un segnale forte per la rinascita del Torino Calcio.

Uno così merita di restare nella rosa, alla faccia degli ingaggi spropositati e della vita da mercenari di chi dal calcio si aspetta solo soldi e fama. Alberto Maria Fontana la sua fama se l’è già conquistata e nel cuore della gente è lui il numero uno!

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