Serie A: le pagelle del campionato 2010/2011

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Con la finale di coppa Italia di ieri si chiude un’altra annata per il campionato italiano. Un campionato che finalmente non ha visto un’unica dominatrice incontrastata, ma che ha riservato molte sorprese ai tifosi di tutt’Italia. Andiamo a vedere gli alti e i bassi del torneo appena concluso.

Voto 10 a Sanchez, Di Natale e Cavani. Il trio delle meraviglie di quest’anno che ha sorpreso tutti i calciofili italiani. El Nino Maravilla è sicuramente il calciatore più talentuoso che abbiamo nel nostro Paese, e non è un caso che il Barcellona lo voglia ingaggiare per fargli fare il vice-Messi. Di Natale ha sorpreso tutti perché è capitato raramente che un calciatore vinca per due anni di fila il titolo di capocannoniere, specialmente a 34 anni e dopo essere stato ad un passo dal lasciare l’Udinese, mentre per Cavani il merito è quello di aver portato il Napoli ad una storica qualificazione in Champions dopo essere arrivato quasi in silenzio, e se non fosse che era stato spremuto per tutto il campionato giocando ogni partita per 90 minuti, forse avrebbe continuato a segnare anche nell’ultimo mese, quando il calo è stato inevitabile.

Voto 9 al Milan. L’aver interrotto lo strapotere dell’Inter dopo 4 anni è un’impresa da 10, ma paga un po’ la brutta uscita dalla Champions League. Fosse stato eliminato dal Barcellona, dal Real o dal Chelsea, tanto di cappello, ma contro il Tottenham si poteva e si doveva fare di più.

Voto 8 a Napoli e Udinese, che hanno centrato una storica qualificazione in Champions League, nonostante i pochi soldi spesi e le scarse aspettative di inizio anno. Decisamente hanno mostrato il calcio migliore per larghi tratti del torneo, e se non fosse stato per un inizio tragico per i friulani (5 sconfitte nelle prime 5 partite), ed un finale altrettanto tragico per i partenopei, chissà ora cosa staremmo commentando.

Voto 7 all’Inter. Dopo 4 anni tra i migliori della sua storia, era giusto anche rifiatare un po’. I nerazzurri pagano lo scarso rendimento ottenuto con Benitez. Il campionato non è stato granché e l’uscita dalla Champions League, seppur avvenuta per mano di una squadra non proprio temibile come lo Shalke, almeno è avvenuta ai quarti di finale. Nella sua totalità la squadra è da sufficienza, ma ci pensa Eto’o, con una stagione da 10 e lode, a risollevare il punteggio. La Coppa Italia di ieri ha almeno chiuso in bellezza una stagione non proprio esaltante.

Voto 6 alle romane. La Lazio ha cominciato benissimo, ma quando si è capito che bloccando Hernanes si bloccava tutta la squadra, Reja non è stato in grado di modificare l’assetto. La solita stagione condita da alti e bassi della Roma invece ha messo in chiaro una cosa: se si vuol tornare a vincere bisogna lasciare da parte le solite polemiche che quest’anno hanno contribuito a far perdere serenità e posizioni in classifica alla squadra.

Voto 5 ai grandi campioni, Ibrahimovic su tutti. Ecco come si può rovinare un intero campionato: per mesi lo svedese è inafferrabile e segna a raffica. Poi negli ultimi due gomitate e schiaffi agli avversari, e la solita indisponenza verso gli arbitri, gli fanno perdere molte partite e la faccia. Stesso discorso per De Rossi, mentre un grande campione come Del Piero paga la stagione fallimentare di tutta la Juventus.

Voto 4 proprio per la Juve, partita per raggiungere almeno il quarto posto e, dopo una prima parte di campionato così così, crolla sotto i colpi della troppa sufficienza con cui scende in campo. Unica nota positiva è l’ottima vena contro le grandi, visto che i bianconeri hanno la meglio negli scontri diretti contro tutte le squadre che la precedono in classifica, tranne che contro il Napoli.

Voto 3 agli stadi italiani. Gli impianti sono quello che sono, i peggiori d’Europa, e quest’anno almeno non hanno quasi mai mostrato terreni inguardabili come negli scorsi anni. Il nuovo stadio della Juve dovrebbe essere il primo passo verso la rinascita del calcio italiano, e speriamo che il livello dei nostri campi risalga rapidamente.

Voto 2 al sistema arbitrale. Mai come quest’anno c’è voluta la moviola in campo. Sono tantissimi i gol fantasma non visti dai guardalinee, ma nonostante questo la Lega e la Fifa continuano ad opporsi all’utilizzo della tecnologia. A volte nemmeno i tanto celebrati arbitri di linea sono riusciti a valutare correttamente un tiro che va ad oltre cento all’ora. Malissimo anche nella gestione dei cartellini, con falli identici in due campi diversi, valutati in maniera diametralmente opposta. Registriamo un piccolo miglioramento soltanto nella preparazione arbitrale, non ci sono quasi più episodi clamorosi, ma c’è ancora molta strada da fare.

Voto 1 al Bari. La squadra che lo scorso anno aveva fatto strabuzzare gli occhi a mezz’Italia era già in Serie B a novembre. Una gestione dissennata della squadra, con una rosa rivoluzionata a gennaio e che ha pagato anche diversi infortuni, è stata completamente abbattuta dal problema dei mancati stipendi degli ultimi mesi. Ci aspettavamo decisamente di più.

Voto 0 alla Sampdoria. I tifosi blucerchiati sperano di star vivendo un incubo da cui svegliarsi il prima possibile, visto che sembra incredibile aver cominciato il campionato con i preliminari di Champions League, e vedere alla fine della stagione la propria squadra retrocessa in Serie B. Il gioco non è mancato, ma la pazzia di perdere entrambi i componenti della miglior coppia d’attacco del campionato è stata pagata a caro prezzo. Se il gioco c’è, ma non hai chi te la butta dentro, è tutto inutile, ed ora Garrone l’ha capito. Troppo tardi.

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