Italia, bocciato il 4-3-3, si riparte dalle buone cose viste contro il Paraguay

di Marco Mancini Commenta

Alla vigilia della gara di ieri c’era un po’ d’apprensione. Lippi ancora non aveva chiara in testa la formazione che sarebbe scesa in campo, c’erano preoccupazioni sullo stato di salute di molti giocatori e soprattutto per la difesa, dato che i due centrali erano gli stessi che nella Juventus quest’anno hanno subito un numero impressionante di gol, e gli esterni erano uno che non giocava mai da titolare nel suo club (Zambrotta) ed un altro all’esordio (Criscito).

In effetti le preoccupazioni si sono rivelate realtà, dato che la difesa non è sembrata molto sicura e la formazione in campo è cambiata più volte. Ma da controaltare fa una prestazione ottimale di tutta la squadra, che ha schiacciato il Paraguay, avversario d’alto livello, nella sua metà campo per tutta la partita.

Il Paraguay ha dominato il girone di qualificazione sudamericano, vincendo anche contro Brasile e Argentina, e per questo ci si aspettava di più dalla squadra di Martino, ma probabilmente è grazie al pressing asfissiante degli azzurri che i biancorossi non hanno quasi mai superato il centrocampo.

La differenza l’hanno fatta gli esterni, con Criscito e Zambrotta che si sovrapponevano in continuazione, e Pepe e Iaquinta che hanno fatto impazzire i terzini sudamericani. De Rossi ha fatto il suo solito lavoro di quantità, mentre Marchisio e Montolivo sono partiti lentamente ma poi sono cresciuti col passare dei minuti. I paraguaiani invece non hanno fatto altro che ripetere falli, anche cattivi, nei confronti degli azzurri, non venendo mai redarguiti dall’arbitro che ha lasciato molto correre. Il gioco dei sudamericani era chiaro, lanciare palla lunga e sperare in qualche calcio piazzato.

Ed è proprio su un calcio di punizione che hanno segnato la rete del vantaggio, segno che la partita era studiata abbastanza bene, ma che gli azzurri devono rivedere qualcosa in fase difensiva. Questa gara però potrebbe essere servita da monito per Lippi, che ha bocciato prima Marchisio trequartista, sostituito nella ripresa da Camoranesi, e poi le tre punte, passando ad un più logico 4-4-2 nel finale di gara, in cui i suoi ragazzi si sono trovati molto più a loro agio.

Le prossime due gare non sono così impegnative, anche se sarà complicato riuscire a sbloccarle. Nuova Zelanda e Slovacchia non hanno la qualità del Paraguay, ma da loro ci si aspetta una partita molto simile a quella di ieri sera. L’importante è che Gilardino si sblocchi e che non si ritorni alle tre punte, dato che si finisce con il centravanti della Fiorentina troppo isolato in area e senza idee offensive.

Infine chiudiamo con una curiosità: in uno degli spot di presentazione del Mondiale, l’Adidas aveva scelto De Rossi come testimonial dell’Italia, affiancato ad altri campionissimi del calibro di Messi, Kakà e Ballack. Il brand aveva annoverato il centrocampista della Roma tra i “gladiatori” del calcio, e si chiede alla fine dello spot se riuscirà a guidare la sua squadra alla vittoria. Chissà, magari ha portato bene, vista la rete di ieri sera. Non è arrivata la vittoria, ma è senza dubbio ben augurante.

La pagelle degli azzurri:

Buffon: s.v. Non tocca mai un pallone, non è colpevole sul gol e lascia la gara durante l’intervallo.

Zambrotta: 6,5. Si rivedono sprazzi dello Zambrotta del Mondiale 2006, più in fase offensiva che difensiva. Dopo l’annata appena trascorsa è più di quello che ci si poteva aspettare da lui.

Cannavaro: 5,5. A volte si sgancia in avanti (anche troppo), ma sbaglia spesso in difesa, perdendo diversi palloni. Metà colpa sul gol del Paraguay è sua.

Chiellini: 5,5. Molto lontano dalla condizione vista quest’anno, non ha avuto grande lavoro.

Criscito: 8. Per essere l’esordio, è da 10 e lode. Fa la fascia almeno cento volte, peccato manchi un po’ sui cross, ma non si può chiedere troppo ad uno dei migliori in campo.

De Rossi: 7. Fa un lavoro oscuro, ma se il Paraguay per attaccare è costretto ai lanci lunghi, è anche merito suo. Il gol è la ciliegina sulla torta di una partita molto buona.

Montolivo: 6,5. Parte un po’ intimorito, comincia a farsi notare quando si ricorda di avere un gran tiro dalla distanza. Speriamo la crescita non si fermi nelle prossime gare.

Pepe: 7,5. Insieme a Criscito è quello che corre più di tutti, crossa e si sovrappone spesso e fa ammattire gli avversari. Peccato che in area gli manchi lo spunto vincente.

Marchisio: 6. Fa il suo lavoro a fasi alterne, ma il ruolo da trequartista proprio non gli calza.

Iaquinta: 6,5. Si dà molto da fare, ma si rende pericoloso troppo raramente. Anche quando viene schierato da prima punta continua a fare l’ala, e questo fa scendere un po’ la sua valutazione.

Gilardino: 5,5. E’ troppo isolato nel primo tempo, nella ripresa ha una sola occasione, ed invece di fornire un assist sicuro al compagno decide di girarsi e calciare, dando il tempo agli avversari di murarlo.

Marchetti: s.v. Non tocca mai una palla.

Camoranesi: 6. Entra tardi e dà un po’ di fantasia al gioco azzurro, ma rischia troppe volte l’espulsione.

Di Natale: 5,5. Gioca troppo poco per farsi valere, ma quando ha la palla la spreca sempre e si mette molto poco a disposizione dei compagni.

Lippi: 6. Di buono ha che ha caricato benissimo la squadra che ha corso per tutti i 90 minuti con molta qualità; ma l’altro lato della medaglia è l’idea insensata di Marchisio trequartista e l’ostinazione delle tre punte, bocciate speriamo definitivamente.

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