Agnelli e Nedved furiosi: Juve senza carattere

di Gioia Bò Commenta

Foto: AP/LaPresse

E’ duro il risveglio in casa Juventus, dopo il ko di Parma che ha sancito l’esclusione dalle competizioni europee del prossimo anno (a meno di ribaltoni clamorosi). E di fronte ad un situazione simile anche un tipo compassato come Andrea Agnelli sente il bisogno di far sentire la propria voce, che nell’occasione si trasforma in urlo contro una squadra che non ha saputo dimostrare il giusto carattere nei momenti determinanti:

Una serie di giocatori che sono arrivati non hanno capito cos’è la Juventus e la cosa che più mi ha deluso ed infastidito è che i giocatori che avevamo lo hanno dimenticato.

Verrebbe da dire che lo dimenticato anche la società, ma si rischierebbe di uscire dal seminato e di non riportare appieno la delusione del Presidente.

Urge un cambiamento, ma non subito, non prima che finisca la stagione. E presumibilmente il cambio interesserà prima di tutto la guida tecnica:

Valutiamo alla fine. Non sono soddisfatto, anzi, sono veramente insoddisfatto, ma aspettiamo la fine del campionato per parlare della stagione successiva. Conte? Antonio a più riprese ha dichiarato di essere disponibile per la Juventus. Noi prenderemo tutte le nostre decisioni e le comunicheremo alla fine del campionato.

Non meno deluso Pavel Nedved, alla pria stagione da dirigente:

I giocatori nuovi non hanno capito cosa vuol dire indossare la maglia della Juve e i vecchi se lo sono dimenticato. Cosa ho provato dopo l’1-0 del Tardini? La stessa sensazione che hanno vissuto i nostri sostenitori: un’arrabbiatura grandissima. I risultati della squadra sono molto deludenti. Bisogna lavorare per un futuro migliore. Chi ha sbagliato? Io lancerei qualche frecciata ai giocatori. E’ mancata la mentalità di gruppo ed è mancato del tutto il carattere. Abbiamo parlato tanto sui giornali e ci siamo fatti vedere poco sul campo.

Inutile dire che la delusione della dirigenza bianconera non cambia di molto la situazione: i tifosi continuano ad essere sfiduciati e forse hanno anche perso la speranza in un futuro migliore del presente.

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