Inter mai serena, Benitez e Stankovic rovinano la festa

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Lo dice anche l’inno “Pazza Inter”. E’ proprio questo il motivo per cui i tifosi la amano, ma essendo pazza, è una squadra da cui ti puoi aspettare di tutto, anche che nel giorno più felice della sua storia ne combini un’altra delle sue. A rovinare la festa è quasi subito Rafa Benitez, e dopo qualche ora anche Dejan Stankovic.

Come già anticipato ieri, nelle interviste a caldo il tecnico spagnolo non le ha mandate a dire, ed ha approfittato della ribalta mondiale per lanciare un messaggio forte e chiaro a Moratti: o mi compri giocatori o me ne vado. La notizia non è tanto che Benitez chieda rinforzi, lo fanno tutti, ma che lo faccia in un momento così delicato, segno che finora ogni volta che, in privato e lontano dalle telecamere, ha provato a parlarne con Moratti, il presidente deve avere sempre evaso il discorso, e per questo quella vecchia volpe di Benitez ha approfittato del momento propizio per farsi avanti.

Le parole dell’allenatore diventano di minuto in minuto sempre più forti:

per andare avanti serve supporto totale: se c’è possiamo migliorare. Con supporto intendo prima di tutto intervenire sul mercato. Con Moratti ho parlato e lui sa di cosa. E poi io ho sempre fatto il mio lavoro fin dall’inizio, e devo avere il controllo di quello che fanno i giocatori. Se avrò questo supporto, che deve esserci sempre ed essere totale, potremo andare avanti e vincere ancora, altrimenti si parlerà sempre di un colpevole e la squadra non crescerà. Merito rispetto. Mi sono addossato tutte le colpe e tutte le responsabilità, ma il club mi aveva promesso ad agosto tre giocatori. Non è arrivato nessuno. Adesso ci sono tre possibili strade: o la società fa un progetto e compra quattro giocatori subito a gennaio o andiamo avanti così con l’allenatore come unico colpevole oppure il presidente parla con il mio procuratore e troviamo un’altra soluzione.

Ma i calciatori richiesti da Rafa non erano tre? Non poteva mancare la frecciata a colui che ha messo in ombra il suo successo, José Mourinho, ed anche non nominandolo lascia intendere come mai sia riuscito a vincere:

L’anno scorso Moratti ha speso 80 milioni per cinque giocatori, tutti titolari, quest’anno con un allenatore nuovo ha speso zero.

Foto: AP/LaPresse

Anzi, ci ha pure guadagnato visto che ha venduto Balotelli, che in certi momenti di questo campionato sarebbe servito tantissimo. Il suo agente intanto butta acqua sul fuoco e prevede Benitez sulla panchina dell’Inter ancora a lungo, ma Moratti continua ad essere evasivo e a non voler rispondere sul tema mercato. Finita qui? No perché appena si placano un po’ le polemiche su Benitez, ecco che ne spunta subito un’altra. Stavolta è Stankovic a farsi sentire in merito alla panchina della finale contro il Mazembe:

Non essere partito dall’inizio è una ferita aperta […] non posso nascondere che sono rimasto male dal punto di vista personale, perché ho sempre giocato con il cuore, mi sono sempre presentato con il cuore. Metto tra parentesi queste parole, io volevo essere in campo dall’inizio.

In effetti il serbo meritava qualcosa in più visto che ha retto da solo il centrocampo negli ultimi mesi in cui i vari Cambiasso, Thiago Motta e tutti gli altri affollavano l’infermeria, ed è stato probabilmente il migliore in campo nella semifinale del mundialito. Peccato perché è uno dei centrocampisti più tecnici e completi del calcio italiano, e forse meriterebbe un po’ più di rispetto, e non di essere relegato in panchina alla prima occasione come se fosse un semplice rincalzo.

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