Marcelo Diaz e il suo dramma famigliare in Cile

di Alba D'Alberto Commenta

Il centrocampista della Roja, Marcelo Diaz, è rimasto vittima di un’aggressione a La Florida: gli hanno puntato la pistola e l’hanno puntata contro la donna, a poi i malviventi sono stati messi in fuga grazie all’intervento del suocero che ha sparato contro l’auto dei rapinatori. 

Marcelo Diaz in campo è uno di quelli che combatte per 90 minuti e anche più, pieno di grinta a desiderio di vittoria, le sue performance sono raramente sotto tono. Adesso però è stato assalito da un comando di 6 malviventi armati e c’è stato poco da essere aggressivi e combattenti.

Il racconto dell’accaduto riportato dalla Gazzetta dello Sport:

Abbiamo subito un atto di violenza brutale ieri notte – ha raccontato a La Tercera dopo aver chiesto su Twitter di restituire i documenti della moglie a chi li avesse trovati – Ci volevano portar via l’auto, ci hanno minacciati con armi da fuoco, l’unica cosa che abbiamo provato a fare era mettere in moto l’auto”. Senza riuscirci, perché sua moglie è stata costretta a scendere dal veicolo. “È uscita con il portafoglio tra le mani, le hanno puntato la pistola sulla testa, per fortuna non le è accaduto nulla”. A parte il furto di denaro, telefonino e documenti: “Mentre io e mia moglie gridavamo, è accorso mio suocero che ha sparato due colpi”. Uno di questi finisce contro uno dei due veicoli dei rapinatori, messi in fuga dall’intervento dell’uomo. “Qui in Cile – ha spiegato Diaz – si dice che se uno bada a se stesso, nessuno ti fa del male. Magari se non avesse sparato lui, lo avrebbero fatto loro a noi”.

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