Freddy Adu, la parabola discendente di un fenomeno

di Alba D'Alberto Commenta

Il calcio è fatto di storie e persone, di casi, come quello di Pogba e di storie come quella di Freddi Adu. Chi? Adu, quello che per molti doveva essere l’erede di Pelè, il calciatore che durante i mondiali U20 fu paragonato a O Rei ed oggi non può che guadagnarsi la vita come PR. 

Somigliava moltissimo ad O Rei, Freddy Adu, quando aveva 16 anni però e quando fu convocato per il mondiale Under 20 del 2007. A 8 anni da questo incontro ravvicinato con il fenomeno, si prende nota della sua involuzione. Doveva essere il nuovo Pelè ma si perso per strada. Il 12 febbraio scorso è stato visto allo Shadowroom di Washington con 4 ragazze molto belle. Si pensa e si sa che fa il PR per i night club, dove riesce a sfruttare ancora un po’ la sua fama e il suo appeal.

A chi lo accusa di essere arrivato al capolinea, Freddy Adu ribadisce che in quel locale era di passaggio. Se anche fosse vero cambierebbe qualcosa? Il simbolo del calcio americano è andato a farsi friggere, non ha sfondato nemmeno in un campionato semplice e tutto sommato di ripiego per uno con i suoi piedi. La sua ultima squadra, infatti,è stata la Jagodina che milita nella serie A serba.

Ha messo insieme, in 6 mesi di campionato, 4 presenze in panchina e 11 in tribuna. E basta. La squadra ha deciso di rescindere il contratto e così Adu da gennaio è sul mercato, se anche ci fosse un mercato per lui. Forse la sua parabola discendente è iniziata al Benfica che lo aveva acquistato nel 2007 ma poi l’aveva mandato in prestit in giro per il mondo per 4 anni fino al 2011. Adu è stato negli States, poi nei Balcani e ora di nuovo in America ma stavolta per guadagnarsi da vivere ha appeso al chiodo gli scarpini.

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