Allenatore scozzese rapito in Nigeria, torna a casa dopo un anno

di Redazione Commenta

Si chiama Thomas Fennessey ed ha appena 26 anni. Era stato ingaggiato da una squadra nigeriana per allenare i ragazzi dell’accademia con la promessa di un buon numero di agevolazioni economiche, invece si è ritrovato prigioniero. L’incubo è finito un mese fa.

 

Thomas Fennessey ha 26 anni ed è stato ingaggiato l’anno scorso come capo allenatore della Frenage International Soccer Academy di Ibadan in Nigeria. Gli avevano promesso uno stipendio di 25 mila sterline l’anno, vale a dire circa 32 mila euro e poi anche un autista privato che fungesse da bodyguard e un appartamento privato.

Peccato che poi l’ingaggio si sia trasformato in una prigionia e Fennessey è stato protato in un ostello senza tv e senza connessione ad internet. Gli è stato confiscato il passaporto, poteva mangiare una volta al giorno e per lavarsi aveva a disposizione soltanto un secchio con l’acqua gelata. Una prigionia a tutti gli effetti visto che ogni volta che chiedeva di tornare in patria gli venivano fatte delle ritorsioni, per esempio è stato accusato di aver rubato i soldi dei bambini dell’academy.

Fennessey nel suo curriculum aveva messo di aver allenato le giovanili del Celtic, Rangers e Chelsea. Poi l’esperienza nigeriana che finalmente si è conclusa. In realtà è stato necessario l’intervento dell’ambasciata britannica sollecitata dai genitori dell’allenatore scozzese, dopo aver avuto la notizia che si era ammalato di malaria.

Adesso Fennessey è ricoverato vicino Glasgow, al Monklands Hospital di Airdrie per curare la malaria e racconta che quando è stato ingaggiato gli è stato detto che si sarebbe occupato di circa 60 calciatori tra i 12 e i 22 anni. La promessa è stata onorata soltanto nelle prime tre settimane, poi è cambiato atteggiamento. Prima è stato trasferito nell’ostello e gli è stato detto che era una sistemazione provvisoria, poi tutto è diventato definitivo e mostruoso. Ha tentato anche la fuga scalando un muro dell’ostello e ogni ribellione era un giro di vite per la sua libertà.

La storia integrale sul Dailyrecord.

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