Razzismo nel calcio, tutti contro Blatter

di Marco Mancini 1

Uno che di polemiche se ne intende, il presidente Fifa Joseph Blatter, ne ha aperta un’altra destinata a far parlare molto, forse anche troppo, nelle prossime settimane. Dopo anni di battaglie, portate avanti a tutto dire più dalla Uefa che dalla Fifa, contro il fenomeno del razzismo, dopo i milioni spesi per le campagne pubblicitarie e i tanti sforzi dell’esecutivo guidato da Michel Platini, sono bastati pochi secondi per distruggere tutto, il tempo per il numero uno del calcio mondiale di pronunciare poche parole:

Il razzismo nel calcio non esiste.

Apriti cielo. Il riferimento di Blatter è ad una polemica che sta coinvolgendo in questo periodo John Terry per presunte frasi razziste rivolte durante una partita di Premier League ad un avversario, “risolte” a suo dire da Blatter con una normale stretta di mano.

Forse c’è solo qualche parola o gesto non corretti. Ma in questi casi basterebbe dire che questo è solo un gioco e stringersi la mano

ha chiosato il presidente Fifa, il quale ricorda un po’ il Silvio Berlusconi di qualche settimana fa che dall’alto dei suoi milioni affermava che in Italia non esiste la crisi. Immediate sono state le reazioni. Quella che ha fatto più scalpore è stata la twitterata di Rio Ferdinand, difensore del Manchester United e della nazionale inglese, che ha scritto sul social network:

Ditemi che il commento sul razzismo di Blatter non è vero. Mi sento uno stupido per aver pensato che il calcio stesse assumendo un ruolo di primo piano contro il razzismo. I suoi commenti sul razzismo sono talmente accondiscendenti che sono quasi ridicoli. Se i tifosi urlano cori razzisti ma stringono le nostre mani allora è tutto ok?

Polemico anche Gordon Taylor, direttore esecutivo della FA (la Federcalcio britannica) che ha chiesto le immediate dimissioni di Blatter, a cui si sono aggiunti tanti altri esponenti del calcio mondiale che sembrava quasi che stessero aspettando l’occasione giusta per scagliarsi contro il loro presidente. Un presidente che, ricordiamolo, è stato di recente eletto per il suo quarto mandato solo perché era l’unico candidato, nonostante in molti appoggino Michel Platini sul trono di presidente della FIFA. Chissà, dopo una sciocchezza simile forse il settantacinquenne Blatter farebbe bene ad andare in pensione e lasciare il posto a qualcuno più giovane di lui che ha una visione un po’ più chiara del mondo.

Photo Credits | Getty Images

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