Sorpresa Russia, Svezia e Grecia che delusione

di Marco Mancini 1

I campioni d’Europa escono a testa bassa dal primo tentativo di difesa del titolo. La nazionale greca, molto simile a quella che 4 anni fa sorprese tutti e andò a vincere l’Europeo di Portogallo, chiude il torneo 2008 come la formazione peggiore, essendo l’unica senza nemmeno un punto alla fine della terza giornata.

La Spagna, imbottita di riserve, recupera e sconfigge nel finale i greci, mentre tra Russia e Svezia passa alla fase successiva la squadra di Hiddink, partita con gli sfavori del pronostico, ma che conferma comunque l’ottimo momento del calcio russo.


Non fosse stato per Isaksson, probabilmente in questo momento vi staremmo raccontando un’altra partita. Il finale è stato 2-0 per i russi, ma i salvataggi del portiere del Manchester City hanno evitato una goleada nettamente meritata. Si rivede Arshavin, uno dei calciatori più attesi di questa nazionale, che rientra dopo una squalifica che l’ha costretto a saltare le prime due giornate del girone. Ibrahimovic parte dal primo minuto, anche se non è nella migliore condizione. Purtroppo per lui non sarà più decisivo come nelle altre gare, ma la guardia a uomo di Ignashevich non gli permette di agire negli spazi come preferisce. La gara si mette subito sui binari russi: la Svezia cerca di congelare il risultato, dato che con il pareggio passerebbe ai quarti, ma perde il predominio sulle fasce, dove soprattutto Zhirkov è molto attivo. Arshavin è una spina nel fianco e va un paio di volte vicino alla rete, salvata sempre da Isaksson. Dopo 24 minuti un contropiede perfetto porta i ragazzi di Hiddink con tre passaggi di prima in area svedese, dove Pavlyuchenko è completamente dimenticato dalla difesa, che gli permette di appoggiare comodamente in rete. Gli svedesi reagiscono subito con un colpo di testa di Larsson che coglie in pieno la traversa, ma questo episodio anzichè dare la carica, spegne i gialloblù, che d’ora in avanti non si vedranno più in attacco, se non per occasioni sporadiche. Sul finire di tempo Zyrianov ha l’occasione per chiudere la gara. I russi arrivano a 4 per volta in area, i difensori non li contrastano, e Zyrianov cerca l’angolino, ma colpisce in pieno il palo. Hansson tenta anche l’autogol nella respinta ma Isaksson è bravissimo a mandare in angolo. Negli ultimi due minuti prima Ljungberg e poi Nilsson hanno la palla giusta per pareggiare, ma Akinfeev chiude la porta e si va alla ripresa.

Ripresa che si riapre ancora con i russi padroni del campo, che raggiungono il raddoppio dopo solo 5 minuti. Ancora un contropiede che parte dai piedi di Zhirkov e Arshavin tutto solo a centro area raddoppia. I russi ora giocano in scioltezza e Ibra e compagni non sanno più che fare con il pallone tra i piedi. Isaksson torna l’eroe della partita, e dal ventesimo fino alla fine della gara salva almeno altre quattro volte la propria porta. Al 35esimo Zyrianov colpisce il secondo palo della gara, il quarto della competizione compresi quelli della prima partita, mentre Lagerback prova il tutto per tutto mettendo in campo la quarta punta. Ma la Svezia è senza idee e rischia più volte di prendere il terzo gol in contropiede. Alla fine si chiude sul 2-0, la Russia se la giocherà con l’Olanda, e la Svezia deve ringraziare di non aver fatto una figuraccia.

La Spagna intanto, completamente rivoluzionata sia negli uomini (11 riserve in campo) sia nella tattica (gioca ad una sola punta), inizialmente ha qualche difficoltà con la Grecia, che vuol abbandonare il titolo almeno con una vittoria. Il predominio territoriale è iberico, ma le occasioni migliori sono greche, e se solo l’arbitro li avesse tutelati, magari i campioni d’Europa sarebbero potuti passare in vantaggio molto prima. Ma intanto Charisteas semina il panico nella difesa spagnola, che però non sembra mai molto in affanno nel complesso della gara. La Spagna si vede solo con qualche tiro dalla distanza, mentre Karagounis si aggiudica il premio di miglior giocatore del primo tempo, facendo da faro per il gioco greco. A 3 minuti dalla fine del primo tempo i greci passano in vantaggio, meritatamente. Lo schema è lo stesso che ha portato alla vittoria 4 anni fa: calcio di punizione per la testa di Charisteas e palla imprendibile per Reina. Grecia in vantaggio.

Nel secondo tempo Xabi Alonso continua a convincere la Juve di aver fatto bene ad acquistarlo. Dopo ottime giocate nel primo tempo coglie dopo 9 minuti il palo con Nikopolidis battuto. Al quarto d’ora i greci si mangiano l’occasione per raddoppiare con Amanatidis che clamorosamente sbaglia l’ultimo tiro, e così vengono puniti dal pareggio che arriva con l’azione successiva: lancio di Fabregas, sponda di Guiza, e bomba di De La Red che pareggia i conti. Dopo un pò diventano pari anche i legni, con Charisteas che supera Reina e da posizione defilata coglie il palo, ma d’ora in avanti c’è solo la Spagna in campo. I greci escono dal campo con la testa già un quarto d’ora prima del fischio finale, e gli iberici vanno vicini al raddoppio per almeno 5 volte. A due minuti dalla fine c’è una sensazione di deja vu. I greci sbagliano un gol clamoroso e in ripartenza Guiza si ritrova sulla testa il gol del vantaggio. La Grecia è distrutta e non riesce più a reagire, ma per sua fortuna il novantesimo è vicino. E ora tocca a noi affrontare la Spagna. Speriamo bene.

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