Flop 10, tutto il peggio degli Europei

di Marco Mancini Commenta

L’Europeo ancora non è finito, ma in rete impazza già la top ten delle cose più brutte viste in questo torneo. La maggior parte di esse riguardano grosse aspettative andate deluse, oppure figuracce in cui, purtroppo, anche la nostra nazionale fa la sua parte.

Raccogliendo tutti gli insulti e gli sfottò del web, il Sun ha stilato la classifica definitiva dei flop dell’Europeo, anche con qualche giorno d’anticipo rispetto alla fine, perchè nè Germania nè Spagna potrebbero rientrarci, dato ch sono state tra le cose migliori viste in questo ultimo mese.


Al decimo posto compare la figuraccia fatta dall’organizzazione internazionale del broadcasting con sede a Vienna. Durante la semifinale tra Germania e Turchia ha perso il segnale per ben 3 volte, di cui una per oltre 10 minuti, perdendosi anche la rete di Klose. Il corto circuito ha fatto saltare la diretta non solo in Italia, ma a tutto il mondo, che così è stato costretto a seguire la partita via radio, oppure ascoltando i vaneggiamenti da studio come accaduto sulla Rai.

Al nono posto c’è Karim Benzema. L’attaccante del Lione, complice forse anche il cocciuto Domenech che gli preferiva Anelka nel ruolo di prima punta, ha deluso le aspettative. Prima di questo europeo era considerato uno degli attaccanti più interessanti per il calciomercato, ma dopo la brutta figura contro la Romania, e gli scorci di partita nelle due gare successive, ha meritato una bocciatura piena.

Subito dietro di lui c’è Adrian Mutu, altro attaccante che poteva essere il salvatore della patria, ma che ha invece contribuito ad affossarla. Contro la Francia era stato uno dei pochi positivi, contro l’Italia era riuscito anche a segnare, ma il rigore che avrebbe regalato il passaggio del turno alla sua Romania l’ha clamorosamente sbagliato. Nella gara con l’Olanda ha deluso le aspettative, e quindi si è meritato un posto nella classifica dei flop europei.

Nella top (o flop) 10 ci sono i due paesi organizzatori, Austria e Svizzera, capaci di uscire subito al primo turno. L’Austria in effetti aveva un girone più che difficile, ma gli svizzeri qualche possibilità di passare ce l’avevano. E soprattutto dopo che anche la Corea è riuscita ad arrivare fino alla semifinale nel mondiale di casa, ci si aspettava qualcosa in più da due formazioni che avevano i favori del pubblico.

Al sesto posto compare una delle più grandi delusioni, sempre tra gli attaccanti. E’ Mario Gomez, che dopo aver fatto sfracelli in Bundesliga e dopo essere stato inseguito da club di mezza Europa, improvvisamente è crollato in nazionale, toccando pochissimi palloni e sbagliando quei pochi che aveva a disposizione. Tant’è che dopo due partite Low ha deciso di farlo fuori, preferendogli Podolski, molto più prolifico.

Quinto un altro attaccante, Thierry Henry, che come tutta la Francia, ha un pò deluso le aspettative. Per lui però non è che si possa parlare di incompetenza calcistica, perchè bisogna ricordare che ha passato una stagione travagliata, in cui ha subito più di un infortunio, che gli aveva fatto perdere il posto da titolare nel Barcellona, scavalcato dal 18enne Krkic. Poteva riscattarsi con il gol contro l’Olanda, ma prima la brutta partita con l’Italia, e infine la deviazione decisiva alle spalle del proprio portiere, lo condannano alla quinta posizione tra le delusioni europee.

Ai piedi del podio troviamo la Grecia, in blocco. I campioni d’Europa uscenti, si sapeva sin dall’inizio, non partivano con i favori del pronostico. Non avevano un girone impossibile, e dato che anche nella scorsa edizione hanno sorpreso tutti, ci si aspettava qualcosa di più anche quest’anno. E invece, a conti fatti, è risultata la nazionale peggiore di tutto il torneo, dato che è stata l’unica a non portare a casa nemmeno un punto.

Medaglia di bronzo per Eric Abidal. Il difensore francese, il terzo dei transalpini in questa classifica, non è che abbia fatto malissimo nelle prime due gare. Ma nella partita decisiva, quella contro l’Italia, è stato il principale responsabile della debacle dei bleus, dato che ha lasciato in 10 i suoi compagni per più di un’ora falciando scriteriatamente Toni lanciato verso la porta.

Medaglia d’argento per Petr Cech. Considerato uno dei migliori portieri del mondo (e da qualche ottimista anche il migliore) ma che ha contribuito pesantemente all’eliminazione della sua nazionale, visti i 3 gol (non esenti da colpe) subiti contro il Portogallo, e i 3 (in cui ha anche maggiori responsabilità) contro la Turchia, compresa la paperona che ha concesso a Nihat di pareggiare i conti a pochi minuti dal novantesimo.

E al primo posto, ahimè, troviamo Luca Toni. L’ariete italiano, proveniente da una fantastica stagione in Bundesliga, conclusa con 31 reti, doveva spaccare il mondo. E invece l’unico lampo l’ha avuto contro la Romania, e gli è stato anche annullato. Per il resto ha sulla coscienza un paio di gol sbagliati davanti a Van Der Sar nella prima gara e la totale inconsistenza nella partita contro la Spagna. Insomma, da un attaccante del suo peso, ci si sarebbe aspettato molto ma molto di più. L’eliminazione non sarà attribuibile solo a lui, ma diciamo che di pesi sulla coscienza non gliene mancheranno.

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