Il Real Madrid tra tatuaggi e aerei

di Gioia Bò Commenta

Con il campionato fermo a causa delle gare di qualificazione per i mondiali del 2010, i giornali spagnoli vanno alla ricerca di storie bizzarre da raccontare. Vi riportiamo le due notizie più curiose pubblicate rispettivamente da Marca ed As, ma riguardanti entrambe il Real Madrid.

Partiamo da Marca che riporta il diktat dei dirigenti delle merengues a proposito dei tatuaggi, così di moda tra i calciatori (non solo, ma soprattutto). A sentire il quotidiano spagnolo, da oggi in poi chiunque voglia farsi dipingere la pelle in modo permanente deve prima avvisare i medici della squadra. Il motivo? Le numerose infezioni che possono presentarsi in seguito ad un tatuaggio fatto non rispettando le norme igieniche.

Questo significa che non vedremo più in campo emuli di Beckham completamente dipinti? Non è proprio così. In realtà la società non obbliga i propri tesserati a chiedere il permesso, ma fa sapere che sarebbe preferibile far visita ad un artista del tatoo nel periodo di vacanza o quando si è infortunati, sempre avvisando prima la società della propria intenzione. E meno male che Beckham si è traferito ai Galaxy, altrimenti chissà quante volte sarebbe stato costretto a passare in sede per avvertire…

La storia riportata da As riguarda invece l’aereo “quasi” privato delle merengues, preso in affitto dalla società e utilizzato durante la scorsa stagione. L’acquisizione del velivolo era stata salutata con grande entusiasmo sia dai giocatori che dai tifosi, orgogliosi di veder viaggiare la propria squadra del cuore su un aereo personale, con tanto di nome e stemma del club ad ornarne la carlinga e gli interni.

E poco importava se nei periodi in cui non veniva utilizzato dalla squadra, poteva essere affittato a chiunque ne facesse richiesta, l’importante era poter vantare un simile lusso agli occhi degli avversari. Senza contare che alcuni tifosi avevano la possibilità di viaggiare con la squadra, acquistando un pacchetto che comprendeva il soggiorno in albergo, il biglietto della partita ed il trasferimento allo stadio. Il tutto per la modica somma di 65.000 euro!

Purtroppo però anche gli esperti di marcheting del Real possono sbagliare e non hanno considerato che il Saeta (così chiamato in onore di Alfredo di Stefano, detto appunto la Saeta Rubia) aveva già venti anni di esperienza nei cieli e più di una volta ha creato problemi legati all’inquinamento acustico. Di qui la decisione di viaggiare su altri aerei, rimettendoci però i soldi dell’affitto.

E la Saeta che fine ha fatto? Beh, mica si può mandare in pensione un simile gioiello… E così la Viajes Iberia ha deciso di metterlo a disposizione del governo spagnolo per trasportare le truppe dirette in Darfur e per riportare in Africa i clandestini espulsi dalla Spagna. Il tutto ovviamente senza cancellare il nome ed lo stemma del Real Madrid. E pensate che Calderon se ne stia zitto e buono?

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