Gli infortuni più stupidi del calcio (capitolo II)

di Gioia Bò Commenta

Strano ma vero. Ci sono calciatori che calcano i rettangoli di gioco per decenni, senza riportare nemmeno una stupida distorsione per poi farsi male (e di brutto) in incidenti domestici. Già qualche mese fa ci eravamo occupati dell’argomento, riportando episodi quantomeno singolari riguardo ad infortuni al d fuori del campo, ma a quanto pare il peggio non è mai morto e siamo costretti a tornare sull’argomento.

L’imbranato di turno risponde al nome di Liam Lawrence, attaccante dello Stoke, inciampato sul proprio cane mentre usciva di casa per la passeggiata quotidiana. Il risultato della goffa caduta è una caviglia gonfia, tanto gonfia da mettere in dubbio la presenza di Lawrence nella gara di domenica prossima contro il Portsmouth.

Fortunatamente per lui sono escluse fratture, ma la gravità della situazione è ancora tutta da verificare. Intanto in Inghilterra, tra una risata e l’altra, si divertono a ricordare i 10 incidenti più stupidi della storia del calcio, molti dei quali già presentati su queste pagine. Ma per quanti hanno voglia di sorridere, facciamo un breve ripasso, seguendo la classifica del Daily Sport.


La palma del migliore spetta a Alex Stepney, portiere del Manchester United, che, a furia di urlare ordini ai propri difensori, finì per slogarsi una mandibola. Non andò meglio al centrocampista dell’Arsenal Perry Groves, che per festeggiare un gol dei suoi compagni di squadra, sbatté violentemente la testa contro la tettoia della panchina.

E veniamo agli incidenti fuori dal campo. C’è chi come il difensore Svein Grondalen si è infortunato andando a cozzare contro un’alce durante lo jogging quotidiano, e chi come John Durnin si è lussato un gomito, finendo in un fossato con la sua golf buggy.

Che dire poi degli incidenti domestici? David Beasent una quindicina di anni fa fu costretto a due mesi di stop, a causa di una bottiglietta di salsa caduta sul suo piede, mentre Darren Barnard si infortunò ai legamenti del ginocchio, scivolando, udite udite, sulla pipì del suo cane.

Ci sono poi le storie curiose di David Batty, investito dal triciclo di suo figlio, e di David Jones, che si stirò i muscoli della schiena per prendere il telecomando della tv, o ancora quella di Rio Ferdinand che accusò problemi ai legamenti del ginocchio per aver tenuto per lungo tempo le gambe su un tavolino da caffè. E dulcis in fundo, il curioso infortunio occorso ad Alan Wright, mentre cercava di raggiungere l’accelleratore della sua Ferrari.

E noi che ci lamentiamo ancora dei falli da dietro o dei tackle pericolosi: il vero pericolo non è sul rettangolo verde, ma fuori!

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