Trasferte vietate?

di Gioia Bò 1

C’era una volta il calcio. Continuiamo ad illuderci che ci sia ancora, ma il giocattolo si è rotto da un pezzo ed il gioco più bello del mondo si è trasformato in un triste spettacolo. Non parliamo di forze in campo o di nostalgia per le gesta di antichi campioni, ma di tutto quello che accade al di fuori del rettangolo di gioco che ben poco ha a che fare con il pallone.

L’ultima dimostrazione in ordine di tempo, l’abbiamo avuta la scorsa domenica in quel di Roma, quando neppure la prima di campionato è stata risparmiata dalla voglia di protagonismo di quattro imbecilli (userei termini ben più coloriti, ma sono una lady), arrivati appositamente da Napoli per distruggere la Capitale.

Ed ora si pensa alle contromisure. Troppo tardi, come sempre. In queste ore al Viminale è in programma una riunione tra il ministro Maroni, l’osservatorio per le manifestazioni sportive e il comitato di analisi. Insieme dovranno trovare una soluzione al problema e dare una risposta concreta a quanti sono stanchi di vedere simili scene in tv. E come sempre a rimetterci sarà il tifoso tranquillo, quello che si sobbarca il peso della lunga trasferta, pagando di tasca propria solo per ammirare lo spettacolo in campo. Non ci credete? E allora leggete quali possono essere le soluzioni al problema.


Nel migliore dei casi a rimetterci saranno solo i tifosi napoletani (tutti, non solo la feccia che ha devastato Roma), costretti a non seguire la squadra per 4 o 5 mesi. La seconda possibilità è che oltre alle trasferte vietate, il popolo partenopeo debba assistere a dei controlli strettissimi per le gare interne (il che sarebbe anche un bene, se ci garantissero che certi elementi resterebbero fuori dal San Paolo, ma il rischio è che loro continueranno a frequentare lo stadio, mentre tanta gente per bene sarà allontanata). La terza ed ultima possibilità riguarda invece tutto il popolo del pallone, perché nel caso si voglia adottare una misura drastica, ci sarebbe il divieto di trasferta per tutte le tifoserie d’Italia per una o due domeniche.

E tutto questo per quei quattro imbecilli che hanno devastato mezza città, procurando danni per almeno 60.000 euro alla Trambus e seminando il terrore in mezza città. Chi paga il conto? Beh, non so voi, ma la sottoscritta è stanca di rimetterci in prima persona: se questo è il calcio, non mi piace più.

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