Il difficile calciomercato del Real Madrid

di Roberto Bosio Commenta


In questi giorni, molti addetti ai lavori e tifosi bianconeri hanno criticato il mercato in uscita del direttore generale Juventus Beppe Marotta. In realtà il mercato è stato complicato per tutti – fanno eccezione solo il Manchester City ed il Paris Saint Germain, grazie ai loro petroldollari.

Prendiamo ad esempio il caso del Real Madrid. Le Merengues contavano di vendere tutti quei giocatori che non rientravano nel progetto Mourinho, e speravano di ricavare dalle operazioni di mercato in uscita una somma che si avvicinava ai settanta milioni di euro. Obiettivo fallito.

Prendiamo il caso più evidente, quello di Lassana Diarra. Non entrava nei piani dello Special One ed al giocatore era stata data la libertà di trovarsi un altro club. Ad un certo il suo trasferimento al Tottenham sembrava cosa fatta: 12 milioni di euro al Real e il giocatore a Londra. Peccato che alla fine Diarra non si è accordato con il Tottenham sull’ingaggio – colpa anche degli oltre 4 milioni di euro netti che il giocatore prende a Madrid. Risultato finale: il centrocampista francese continuerà a svolgere il ruolo di riserva di lusso nella capitale spagnola.

Royston Drenthe ha lasciato Madrid per finire nell’Everton, ma a quale prezzo? La Casa Blanca si è liberata del laterale olandese solo dopo avergli concesso la lista gratuita. Florentino Pérez risparmierà il suo salario, ma non recupererà un euro dalla transazione. La stessa situazione che si è verificata per Pedro Leon e Fernando Gago. I due giocatori hanno fatto le valigie, ma somno stati solo prestati rispettivamente al Getafe ed alla Roma. Bisognerà eventualmente attendere un anno per vedere se i due club faranno ricorso alle opzioni di acquisto e rimpingueranno le casse delle Merengues.

Alla fine l’unica vendita andata a buon fine è stata quella di Ezequiel Garay, che si è trasferito al Benfica per cinque milioni e mezzo di euro – più il 50% del ricavo di un’eventuale vendita futura. Un mercato fallimentare in uscita che ha ridotto anche l’ampiezza del mercato in entrata – comunque il Real non aveva bisogno di muoversi molto.

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