Calciomercato: chi ha fatto bene e chi no a gennaio

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Come si sono comportati i 20 club di Serie A nel mercato di riparazioni di gennaio? Movimenti ce ne sono stati tanti, e a parte tre o quattro colpi importanti, per il resto si è trattato di operazioni secondarie o investimenti sul futuro, visto che sono arrivati in Italia molti giovani interessanti da un po’ tutto il mondo. Vediamo dunque di dare i voti in pagella ai club italiani per capire chi ha agito bene e chi invece ha fatto troppo poco.

Voto 10 tondo alle milanesi, che più di così non potevano fare. Considerando che l’unico fuoriclasse in circolazione in questo mese era Fernando Torres, ma né l’Inter né il Milan potevano permettersi di spendere 58 milioni di euro come ha fatto il Chelsea, allora possiamo affermare che Branca da una parte e Galliani dall’altra hanno ottenuto il massimo dalla situazione che si era venuta a creare.

Il Milan soprattutto, visto che non poteva spendere tanti soldi, ma ha ottenuto campioni del calibro di Cassano e Van Bommel, buoni giocatori come Legrottaglie ed Emanuelson, ed un possibile futuro campione come Vilà, spendendo poco o niente. Ha dovuto rinunciare a Ronaldinho e Onyewu, ma sicuramente erano due pezzi sacrificabili. L’Inter, che economicamente non ha di certo problemi, ha acquistato poco, ma colpi ben mirati ed i migliori nel loro ruolo. Branca infatti è riuscito a portare a Milano il miglior attaccante in circolazione, Pazzini, il miglior centrale difensivo sul mercato, Ranocchia, ed un ottimo centrocampista che quando è in forma può fare la differenza come Kharja. Il colpo dell’ultimo minuto, Nagatomo, è la classica ciliegina sulla torta che completa una rosa già di per sé fortissima.

Gli altri club sono lontani anni luce dai primi due. Ci sentiamo di dare un 7,5 al calciomercato del Bari, probabilmente il club che si è mosso meglio tra le piccole nel mercato di gennaio, visto che, seppur con finanze limitate, ha acquistato ottimi calciatori come Bentivoglio, Rudolf, Okaka, Glik e Codrea, lasciando partire Pulzetti, che non ha mai fatto la differenza in Puglia, e qualche giovane da far crescere in Serie B.

Foto: AP/LaPresse

Voto 7 a Napoli, Parma e Brescia, che pur senza svenarsi hanno portato a casa nell’ordine Ruiz e Mascara; Amauri, Palladino e Modesto; e Lanzafame, Zanetti e Accardi. Spiace un po’, ma bisogna “penalizzare” il Cesena, che si è comportato bene in entrata, facendo arrivare Dellafiore, Sammarco, Felipe, Santon e soprattutto Rosina, ma ha rovinato tutto dando via due pezzi tra i migliori come Nagatomo e Schelotto: voto 6,5. Discorso simile per la Sampdoria, a cui va la sufficienza scarsa per aver lasciato partire Cassano e Pazzini, con l’unica scusante che le sirene dei grandi club erano troppo forti per poterli trattenere. Sono stati sostiuiti da Macheda e Maccarone, ma si capisce che questa coppia non regge il confronto con quella di inizio campionato. Sufficienza anche per il Catania, che sostituirà Mascara con Schelotto, ed ha ingaggiato anche l’interessante Lodi che in Serie B è il miglior centrocampista, ma in A è tutto da valutare; e per la Fiorentina che, nonostante i cordoni stretti della borsa, è riuscita ad ingaggiare Behrami e l’interessante portiere Neto, lasciando però partire Cristiano Zanetti, Papa Waigo e Felipe.

E scendiamo sotto la sufficienza dove troviamo la Juventus. Alla fine i bianconeri si sono salvati in corner da un 2 in pagella, ingaggiando Matri che qualche gol è in grado di farlo, perché per come si erano messe le cose la situazione diventava sempre più nera. Bisognava recuperare dagli infortuni e dalla scarsa vena realizzativa di Amauri, ceduto al Parma, ma l’acquisto di Toni si era rivelato fallimentare perché si è infortunato dopo due partite, e quello di Barzagli lascia molto perplessi, anche perché con la partenza di Legrottaglie praticamente non cambia nulla. A pesare sono anche le tante figuracce nelle altre trattative (Pazzini, Floro Flores, Luis Fabiano, Forlan, e per ultimo persino lo sconosciuto Dominguez), per questo non ce la sentiamo di dargli la sufficienza: voto 5,5.

Voto 5 per il Lecce che ha ingaggiato l’interessante Tomovic che però finora non ha fatto granché bene

Foto: AP/LaPresse

con la maglia del Genoa, ed ha fatto partire Reginiussen, Diamoutene e Bergougnoux, un po’ poco per sperare nella salvezza; ma anche per il Palermo, che spera di sostituire Maccarone con Paolucci che in A non ha mai fatto grandi cose, anche se il mercato dei rosanero è difficile da valutare perché ingaggiano sempre molti calciatori sconosciuti (anche stavolta ne sono arrivati 4), e molti di questi si rivelano campioni. 5 anche per la Lazio, che è vero che ha ingaggiato Sculli, ma ha fallito quasi tutti gli obiettivi di mercato di gennaio, e non erano pochi.

Voto 4 invece per Udinese e Chievo. Si tratta di due rose che non avevano bisogno di grandi ritocchi, e dunque sul mercato sono state piuttosto assenti. Ciò che si contesta ai friulani è l’unico acquisto, il semisconosciuto Ekstrand, dopo la partenza di 6 elementi a cui magari un po’ di fiducia non sarebbe guastata, vedi Forestieri; al Chievo invece si contesta la partenza di Bentivoglio, ormai lasciato ai margini della squadra nonostante fino ad un paio di anni fa veniva considerato il miglior calciatore in rosa. E’ stato sostituito da Pulzetti, che non è la stessa cosa. La partenza di De Paula potrebbe pesare, anche se comunque l’attacco è ben coperto, e va riconosciuto il merito di aver trattenuto Constant.

Appena 3 invece è il voto che diamo al Cagliari, che ha lasciato partire il suo miglior marcatore, Matri, senza sostituirlo, ingaggiando calciatori di discutibile talento, mentre il mercato peggiore è quello del Genoa, che dopo i fuochi d’artificio della scorsa estate ha letteralmente smantellato una buona squadra che ormai non crede più alla qualificazione europea. Sono partiti Ranocchia, Kharja, Rudolf, Toni, Palladino, Modesto e Sculli, tutti calciatori che sarebbero titolari in qualsiasi club di A, ed a parte il ritorno di Konko, i restanti ingressi lasciano perplessi come quello di Floro Flores, di Kucka, del sempre-infortunato Paloschi, o quello dell’ennesima scommessa di Preziosi, Boselli, che rischia di essere l’ennesimo buco nell’acqua come quelli di Eduardo o Rafinha.

Senza voto invece il mercato di Bologna e Roma. Non ce la sentiamo di giudicare un mercato che non c’è per le note vicende societarie. Entrambi i club hanno ben altre preoccupazioni che pensare agli acquisti, e quindi preferiamo evitare di valutarli.

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