Fabio Capello, futuro all’estero

di Gioia Bò 3

L’arrivederci al mondo del calcio è stato traumatico per Fabio Capello, costretto a dimettersi dall’incarico di ct della nazionale inglese e ritrovatosi senza occupazione a pochi mesi dall’inizio di Euro 2012. Da allora l’ex allenatore di Milan, Juve e Roma non ha fatto altro che valutare offerte di lavoro più o meno convincenti, decidendo poi per un periodo prolungato di riposo. Il futuro di don Fabio è ancora su una panchina, ai bordi di un rettangolo verde, ma non in terra italiana.

FUTURO ALL’ESTERO. Capello ha scartato l’idea di tornare ad allenare in Italia, nell’attesa che arrivi qualche chiamata da uno squadrone straniero:

Ho ricevuto delle proposte, ma non mi interessavano e non ho accettato. In Italia non torno nel modo più assoluto. Ora sono bello tranquillo. Se arriverà qualcosa di eccitante e interessante sotto vari aspetti potrei accettare, ma ho già fatto abbastanza in Italia. Da 5 anni lavoro all’estero e sto bene. Amo il mio Paese e faccio il tifo per l’Italia, alla quale auguro di giocare un grande Europeo. Mi spiace non potervi partecipare? A questo preferisco non rispondere.

CALCIOSCOMMESSE. L’addio alla nazionale dei Tre Leoni brucia ancora, ma Capello spera di tornare nel calcio che conta dalla porta principale per togliersi magari qualche sassolino dalla scarpa. Intanto, non può far altro che vivere il pallone da osservatore per commentare ad esempio il momento negativo del calcio italiano, tra speranza europee e scandali legati alle scommesse:

Sembrava impossibile che potesse ripetersi, ma purtroppo non si può entrare nella testa delle persone. Un tarlo? No, è una malattia. Personalmente conosco persone che non possono fare a meno di giocare, scommettere, puntare, andare al casinò e non hanno limiti. Purtroppo, su questo ci ‘marciano’ tutti quelli che intervengono illegalmente nel mondo dello sport.

SPAGNA FAVORITA. Quanto all’Italia che si appresta a debuttare contro i campioni in carica della Spagna:

Purtroppo l’Italia ha avuto infortuni e problematiche che sicuramente non ci aspettavamo e questo non aiuta, soprattutto perché l’esordio è con la Spagna, che secondo me è favorita. Però ho visto che gli azzurri hanno ritrovato un po’ di serenità con la visita ad Auschwitz, è stata la medicina migliore. Auschwitz è un posto che fa tornare con i piedi per terra. Si possono fare paragoni con il 1982 e il 2006? Difficile. Penso che questa volta la Nazionale farà fatica a ricompattarsi. Servirebbe una scossa, ma soprattutto un risposta positiva a tutto il calcio italiano.

[Photo Credits | Getty Images]

 

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