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Calciopoli Inter: ancora intercettazioni

Come promesso (o come temuto) arrivano nuove bombe dalle intercettazioni telefoniche legate a Calciopoli. Stavolta Moggi e la Juve c’entrano ben poco (se non come accusatori), mentre a finire sul patibolo è l’Inter, che finora si era vantata di essere una delle poche società pulite del calcio italiano, quella che vince senza aiuti, quella che perde per le macchinazioni altrui, quella che finisce sempre per essere la pecora nera.

Scusate la foga e la presa di posizione, ma dopo aver visto piangere i tifosi bianconeri ai tempi della discesa in serie B per illeciti sportivi, dove aver sentito tutte le curve d’Italia dare della ladra alla Vecchia Signora, mi corre l’obbligo di spezzare una lancia in favore del popolo bianconero, non difendendolo (perché sarebbe improponibile una difesa), ma quantomeno equiparandolo ad altre società che non sono certo esenti da colpe.

L’ennesima dimostrazione viene da alcune intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da tutti i quotidiani, nelle quali Gennaro Mazzei, allora designatore dei guardialinee e Giacinto Facchetti, Presidente dell’Inter, intrattenevano “amabili conversazioni” su arbitri ed assistenti da mandare su questo o quell’altro campo.

La telefonata incriminata risale al 25 novembre del 2004, qualche giorno prima di Inter-Juventus, finita poi 2-2. ve la riproniamo così com’è, invitandovi a farvi un’idea di com’era il clima in quegli anni di fuoco e di come le società (tutte, non solo la Juventus) entrassero nelle decisioni sulle designazioni:

Mazzei: Sono in macchina che vado a Coverciano.
Facchetti: Sceglili bene per domenica sera eh…
Mazzei: Il numero 1 e il numero 2, da quello che penso, Ivaldi e Pisacreta.
Facchetti: Ivaldi e Pisacreta?
Mazzei: Eh sono il numero 1 e il numero 2.
Facchetti: Sì certo, e il numero 1 degli arbitri…
Mazzei: Eh sì, speriamo che ci caschi con questo sorteggio del cavolo, che ci caschi il numero 1.
Facchetti: No lì non devono fare i sorteggi, ci devono…
Mazzei: Come si fa Giacinto, purtroppo ci vuole fortuna.
Facchetti: Ma dai…
Mazzei: Ti dico la verità, qui un sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia e le possibilità sono più alte.

I collaboratori per quella gara di campionato furono effettivamente Ivaldi e Pisacreta, mentre la mano del giornalista decise che ad arbitrare fosse Rodomomonti. Facchetti l’ebbe vinta per metà, ma quello che ci chiediamo (e che si chiedono i difendori di Moggi) è il motivo per cui questa ed altre telefonate non vennero messe agli atti. Che servisse un solo caprio espiatorio?