Alex Del Piero, 17 anni di Juve (video e gallery)

di Gioia Bò Commenta

Avrebbe voluto segnare nel giorno del suo diciassettesimo anniversario di matrimonio con la Vecchia Signora. Avrebbe voluto contribuire alla prima vittoria in campionato, dovendosi poi accontentare di un solo punto contro la Sampdoria. Ma alla fine va bene così, perché nessuno può togliere ad Alex Del Piero la gioia di questo momento, la soddisfazione di aver indossato per ben 17 anni la maglia bianconera.

Del resto, guardandosi indietro, Pinturicchio non può che essere felice per un palmares che pochi altri possono vantare: 5 scudetti (più uno revocato ed uno riassegnato), 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa Intercontinentale. E il tutto con la maglia della Juventus in 17 lunghi anni di militanza. Di bandiere nel calcio ce ne sono poche, ma Alex ha sempre saputo resistere alle tentazioni, rimanendo fedele alla promessa fatta tanti anni fa: juventino a vita. E proprio alla vigilia di questo speciale compleanno, ha voluto ricordare i motivi del suo grande amore verso quella maglia. Li trovate dopo il salto, insieme ad una serie di immagini e video che ripercorrono questi ultimi 17 anni.

Diciassette anni, tanti ne sono passati dal mio debutto in serie A con la maglia della Juventus. Ecco diciassette motivi per festeggiare questo “compleanno”. Ecco diciassette motivi (scelti tra mille) per cui vale la pena essere parte di questa lunga storia.

17. Indossare la maglia bianconera per la prima volta, e non perché l’avevo comprata in una bancarella…

16. Indossare la maglia bianconera per la seconda volta, la terza, la quarta, la seicentotrentasettesima volta e…

15. Ascoltare i tifosi cantare: “Io di te non mi stanco, sarò sempre al tuo fianco, sei la cosa più bella che c’è… Alessandro Del Piero olè” (musica tratta dalla colonna sonora de “La stangata”, parole della curva della Juventus).

14. Per la rabbia, per le lacrime. Dopo una sconfitta, dopo un infortunio. Dopo “l’infortunio”: 8 novembre 1998. Mi ha cambiato, mi ha migliorato.

13. Essere stato co-protagonista di questo inizio di telefonata: “Buongiorno Alessandro, come va, è già sveglio?”. “No, veramente stavo ancora dormendo”. “Bene, allora è il momento che si alzi”. Erano le sei del mattino. Dall’altra parte della cornetta c’era l’Avvocato.

12. Seguire con lo sguardo il lancio lungo di Alessandro Orlando, poi smettere di guardare la palla e andare d’istinto con l’esterno destro, al volo, e metterla sotto il sette scavalcando il portiere: 4 dicembre 1994, da 0-2 a 3-2, con il mio gol che sancisce la rimonta.

11. Segnare il gol che vale il titolo di campioni del mondo per club: 26 novembre 1996, Tokyo, 1-0 all’ottantaduesimo contro il River Plate.

10. Per la mia maglia. Me la sono sudata. Non l’ho mai abbandonata. Il mio nome scritto sopra, solo il mio, da quando esistono le maglie con i nomi… Sono arrivato al momento giusto!

8. Giocare con Antonio, Gianluca, Roberto, Moreno, Fabrizio, Michelangelo, Ciro, Angelo, Giancarlo, Andrea, Dino, Sergio, Jurgen, Paulo, Didier, Zinedine, Filippo, David, Nicola, Massimo, Alessio, Luca, Vladimir, Attilio, Pietro, Christian, Alen, Raffaele, Michele, Edgar, Manuel, Mauro, Marcelo, Mark, Igor, Lilian, Gigi, Pavel, Fabio, Paolo, Stephen, Zlatan, Puma, Claudio, Jonathan, Emanuele, Patrick, Giorgio, Diego, Ama, Cristiano, Alexander, Hasan, Zdenek, Vincenzo, Cristian, Momo, Sebastian, Alberto, Simone e tutti gli altri….

9. Per il 5 maggio 2002.

7. Per i ventinove scudetti.

6. Per tutte le coppe.

5. Segnare il gol numero 200 con la Juve. Segnarlo contro il Frosinone. Ed essere orgoglioso di averlo segnato contro il Frosinone, in serie B.

4. Per Gaetano Scirea, per quello che significa, per la Juventus e per chi ama il calcio.

3. Per Giampiero Boniperti, per quello che significa, per la Juventus e per me.

2. Per non dimenticarmi mai da dove sono partito. E grazie a chi sono arrivato fino qui.

1. Per la Juventus di ieri, di oggi. E soprattutto di domani.

Alessandro

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