Ferenc Puskas: il più grande ungherese di sempre!

di Gioia Bò Commenta

La kermesse europea ha tolto un po’ di spazio alle consuete rubriche di CalcioPro. Ce ne scusiamo, ma in questi giorni abbiamo preferito far largo all’attualità, per non perdere nemmeno un dettaglio della manifestazione.

Ma ormai l’attesa è finita, stasera andrà in scena l’atto conclusivo di Euro 2008 e noi possiamo tornare tranquillamente ad occuparci dei nostri approfondimenti legati al passato.

Riparte quindi la rubrica dedicata ai campioni del tempo che fu, e lo fa con il botto, visto che andremo a ricordare uno dei più grandi talenti che abbiano mai calcato un campo di calcio, Ferenc Puskas.


Le cronache raccontantano che iniziò a giocare da titolare ad appena sedici anni nel Kispest Budapest, che di lì a pochi anni diventerà la temibile Honved, squadra dell’esercito ungherese. Con questa maglia Ferenc giocò per 13 anni, conquistando quattro titoli nazionali e guadagnandosi, sin dall’età di 18 anni, la convocazione in nazionale.

Erano anni di vacche grasse per l’Ungheria del calcio, che seminava il terrore in mezza Europa, andando persino a conquistare onore e gloria nella tana degli inglesi. Correva l’anno 1953 e davanti ad uno stadio Wembley gremito (100.000) spettatori Puskas umiliò i Leoni d’Inghilterra, contribuendo con una doppietta al 6-3 finale.

Sei mesi dopo, andò in scena la rivincita, con gli inglesi convinti di dimostrare che quella di Wembley era stata solo una serata storta. 7-1 il risultato finale per l’ungheria, che diventava di fatto una delle nazionali più forti d’Europa. Proprio per questo nel mondiale del ’54 sembrava la compagine più accreditata per la vittoria finale. Ma Puskas saltò quarti e semifinali per infortunio ed in finale, nonostante il gol segnato dopo appena sei minuti di gioco, non poté impedire la vittoria della Germania per 3-2.

Seguirono poi anni difficili per l’Ungheria, non solo a livello sportivo. Nel ’56 scoppiò la rivoluzione popolare e Puskas, che era un soldato, dovette abbandonare la patria. Si rifugiò in Italia, in cerca di un ingaggio che non poté arrivare a causa del veto imposto dalla federazione ungherese. La Spagna invece non volle sottostare ad alcun diktat e Ferenc finì al Real Madrid. Aveva 30 anni ed il fisico oramai ingrassato dalla mancanza di allenamento, ma bastarono poche settimane per dimostrare che non aveva perso lo smalto di un tempo.

Con le merengues in pochi anni riuscì a conquistare sei campionati (di cui cinque consecutivi), tre Coppe dei Campioni, una Coppa di Spagna ed una Coppa Intercontinentale, formando una fantastica coppia d’attacco con Alfredo Di Stefano.

Veniva considerato la mente della squadra, capace con il solo piede sinistro di illuminare il gioco. Un regista a tutto tondo, che non disdegnava la conclusione personale. Lo dimostrano i suoi 1156 gol in carriera (come recita Wikipedia), distribuiti in 23 anni di attività agonistica.

E’ morto nel novembre del 2006, dopo una lunga malattia, restando nel cuore dei connazionali come il più forte ungherese di sempre, nonché come una delle stelle più brillanti del panorama calcistico internazionale.

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