Cagliari – Milan a Quartu per decisione del Tar

di Gioia Bò 3

Nuova puntata (speriamo l’ultima) della telenovela Cagliari-Milan, gara valevole per la 24a giornata di campionato, giocata sui tavoli di prefetture e tribunali prima ancora che su un rettangolo verde. La vicenda è nota, visto il grande risalto dato dalla stampa negli ultimi giorni. Lo stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena è stato giudicato inadeguato ad ospitare una gara di cartello, tanto che la partita era stata spostata all’Olimpico di Torino. Ma Cellino ha fatto ricorso ed ha ottenuto l’annullamento della sentenza, ovvero la possibilità di giocare la gara con il Milan sul terreno di Quartu.

IS ARENAS INAGIBILE. Non più di 24 ore fa la Prefettura di Cagliari aveva dichiarato inagibile lo stadio sardo, vietando di fatto lo svolgimento della gara. La Lega a quel punto aveva indicato nell’Olimpico di Torino la sede della gara, con grave danno per i tifosi rossoblu, costretti a spostarsi in continente per seguire la squadra sarda. Una situazione che si verifica ogni volta che il Cagliari gioca in casa contro una “grande”, mentre per partite di minore interesse l’impianto di Quarto non presenta problema.

IL RICORSO AL TAR. Massimo Cellino ha dunque interpretato gli umori dei tifosi, presentando un ricorso al Tar ed ottenendo la riapertura dello stadio. Il presidente del Cagliari si è affidato allo studio romano Tonucci e Partners, che evidentemente ha trovato il modo di far annullare la decisione della Prefettura, difendendo le ragioni dei rossoblu. Is Arenas, dunque, potrà ospitare la gara di domenica pomeriggio senza limitazioni per i tifosi (compresi quelli al seguito dei rossoneri).

LA SODDISFAZIONE DI CELLINO. Vicenda chiusa? Speriamo di sì, anche se è possibile un contro-ricorso da parte della prefettura cagliaritana, che potrebbe nuovamente spostare l’ago della bilancia. Nel frattempo Cellino brinda alla vittoria:

Finalmente ritrovo speranza nell’Italia. Questa sentenza fa giustizia. Quello che è successo quest’anno per il nostro impianto è incredibile, speriamo ora sia finita.

[Photo Credits | Getty Images]

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