Non lo pagano, e Checa vive nello spogliatoio

di Redazione Commenta

Quando si dice essere attaccati alla maglia. Carlos Checa, omonimo del grande campione di motociclismo, è il difensore del Nueva Mirador, squadra di C1 spagnola, che ha deciso di andare a vivere addirittura….dentro il suo stadio. Ma qui in realtà non c’è vero attaccamento alla maglia, ma si tratta solo di una forma di protesta verso la sua società che non gli paga lo stipendio da mesi.


La situazione in Spagna è molto seria. Infatti sono molte le squadre in rosso, che non riescono a pagare gli stipendi, non solo nelle categorie inferiori, ma anche nella Liga dei miliardi. Il primo a farne le spese è stato il Levante, che ha dovuto cedere gli italiani Storari, Cirillo e Riganò, seguita da numerose società di serie B. Molti altri calciatori, al primo ritardo nei pagamenti, decidono di fare le valige e andare in qualche club più puntuale. Invece Checa ha preso le sue cose e si è impadronito dello stanzino del magazziniere, perchè non riusciva a pagare l’affitto di casa sua, dovendo già far fronte al mutuo della sua casa di Siviglia.

Sono 10 mila gli euro che la società gli deve, e per questo piccolo inconveniente gli aveva anche proposto di pagargli un albergo finchè il disguido non fosse risolto, ma il calciatore ha deciso che questa forma di protesta fosse più efficace.
Intanto i compagni si sono prodigati per lui e gli hanno fornito un letto e un televisore, dove Carlos adesso potrà guardare le partite delle squadre avversarie e studiare le mosse da fare nella partita successiva.

A sentire lui però non si sta tanto male in un magazzino: la moglie è tornata a Siviglia, suo paese di origine, vicino allo stadio c’è un buon ristorante, e quando deve recarsi agli allenamenti o alle partite…non trova traffico.
Senza contare che subito dopo la gara, i suoi compagni si fanno la doccia, prendono la macchina e tornano a casa, mentre lui va direttamente a letto.
Insomma, una buona idea per i presidenti più sparagnini d’Italia. Speriamo solo che adesso in crisi non ci vada il magazziniere della squadra.

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