Champions League ottavi di finale – ritorno: Inter, due pappine dal Manchester; Roma, fuori ai rigori. Barca a valanga, al Porto basta lo 0-0

di Redazione 1

Barcellona-Lione 5-2
Manchester United-Inter 2-0
Porto-Atletico Madrid 0-0
Roma-Arsenal 1-0 (7-7 d.c.r.)


Barcellona-Lione: le fatiche in cui è incappata nelle ultime giornate di campionato, nel corso delle quali il Real Madrid è riuscito a rosicchiare parte dell’ampio terreno perdiuto in precedenza, sembrano lontane anni luce. Torna a mettersi in mostra il Barcellona spettacolare cui siamo stati abituati nel corso della prima parte di stagione e gli spagnoli liquidano la pratica Lione già dopo 45′ di gioco. A prendere per mano i compagni è il francese Henry, tornato in grande spolvero e capace di chiudere la bocca agli ospiti con una spettacolare doppietta in 2′ di gioco: tra il 25′ e il 27′, infatti, il fortissimo attaccante blaugrana archivia la pratica superando agevolmente l’estremo avversario e concretizzando nel migliore dei modi le belle azioni corali intessute dai compagni. Lione tramortito – ma contro un Barcellona di siffatta eleganza e bravura lo sarebbe qualunque squadra – ed incapace di abbozzare una seppur minima reazione, anzi. Sono ancora i padroni di casa a premere sull’acceleratore e piazzano altri due gol in pochi minuti con cui il capitolo si chiude: al 40′ prodezza del piccolo gigante Messi e al 43′ sigillo dell’altro fuoriclasse offensivo, Eto’o. Allo scadere della prima frazione, Makoun piazza la zampata vincente che regala la marcatura della bandiera ai francesi. nella ripresa accade poco, il punteggio non è mai in discussione e le uniche emozioni le regalano le reti di Juninho e Keita a fissare il risultato sul definitivo 5-2.

Manchester United-Inter: gara che vale molto per l’Inter e per Mourinho, anche perchè il portoghese è stato chiamato con l’esplicito compito di portare in cascina il trofeo su cui Moratti ha deciso di puntare nel corso del 2009, la Champions League. Il risultato a reti inviolate della gara di andata non lascia tranquilli nè i campioni d’Europa, a cui il pareggio non basta, nè i nerazzurri, consapevoli del fatto che con un secondo 0-0 si arriverebbe ai supplementari. La formazione schierata dal tecnico interista mostra almeno un paio di sorprese: Vieira titolare insieme a Balotelli, preferiti rispettivamente a Muntari e Adriano. Inglesi spregiudicati con Rooney, Giggs, Ronaldo e Berbatov nell’undici di partenza. L’avvio è tutto dei padroni di casa che vanno in gol dopo 4′ di gioco: angolo calciato da Giggs, Vidic sovrasta Vieira e di testa infila alla destra di Julio Cesar: 1-0. Ospiti costretti a pressare immediatamente ma la prima vera palla gol la costruiscono al 29′: Maicon mette in mezzo: schiacciata di testa di Ibra e palla che schizza sulla traversa. Il mManchester crea pericoli non appena oltrepassa la metà campo ma trova di fronte un muro invalicabile e la diga Santon, ragazzo che merita una citazione particolare per la tranquillità con cui riesce a gestire – e bene – ogni situazione. Palla gol per Stankovic al 36′, l’intervento di Van der Saar è prodigioso. Ancora Stankovic protagonista al 39′ ma al momento di concludere cicca clamorosamente. Passa un minuto e Ibra sfiora il palo alla destra di Van der Saar con un tiro da distanza ravvicinata. Buona Inter nella prima frazione, ma il Manchester gestisce bene. Nella ripresa, stessa solfa: scocca il 4′ – numero che rimarrà impresso nella testa di tutti gli interisti – e i padroni di casa firmano il raddoppio: cross di Rooney dal lato corto dell’area interista; arriva Ronaldo che di testa infila il 2-0. Nerazzurri sfilacciati e poco concreti, a nulla servono i cambi in corsa tentati da mister Mourinho. Da segnalare un palo di Adriano e tre nitide occasioni da rete sprecate dai locali. Una nota di merito a Rooney, anima del Manchester United. All’uscita dal campo, l’Old Trafford gli riserva la standing ovation. Anche l’Inter è furoi dai giochi. Onore ai nerazzurri e ai 4000 tifosi giunti dall’Italia e capaci di non smettere di incitare la squadra fino al triplice fischio.

Porto-Atletico Madrid: in virtù del pareggio con gol rimediato nella gara di andata sul campo dell’Atletico Madrid, a trovare il biglietto di accesso ai quarti di finale sono i portoghesi del Porto, bravi a controllare l’incontro dal primo all’ultimo minuto e a vanificare i tentativi degli ospiti, costretti alla vittoria. Annullato l’attacco micidiale dei madrileni, ai padroni di casa riesce pure di divorare un paio di reti fatte ma nessun problema: la difesa locale fa il proprio dovere alla grande e per i biancoblu è festa grande.

Roma-Arsenal

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