• 06
  • Apr

Walter Mazzarri tra amarcord e speranze

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Sono passati solo quattro anni da quando Walter Mazzarri compiva il miracolo, riportando il Livorno in serie A dopo ben 52 anni di assenza. Oggi ritroverà gli amaranto, impelagati nella lotta per non retrocedere, a soli 29 punti e con una salvezza che al momento appare come un lontano miraggio.

Lui invece se la gode lassù tra le grandi, a soli quattro punti dalla Champions League, nonostante un inizio non proprio entusiasmante sulla panchina della Sampdoria.

Nel girone di ritorno, però, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio e, a guardare i risultati da gennaio fino ad oggi, la sua squadra sarebbe in testa al campionato (esclusi gli anticipi di ieri, ovviamente), con 24 punti, davanti a Roma, Juve (che però deve recuperare la gara con il Parma), Milan ed Inter. Ma non è tutto.


Nelle ultime cinque gare la Sampdoria ha ottenuto quattro vittorie ed un pareggio, proprio in concomitanza con la maxisqualifica di Cassano. ma non provate a ipotizzare che la squadra ha tratto beneficio dall’assenza del barese, perché il tecnico risponde convinto:

Con Antonio in campo, di vittorie avremmo potuto ottenerne cinque anziché quattro!


Difende il suo gioiello Mazzarri e conta molto sul contributo che Cassano potrà dare alla squadra a partire dalla gara di oggi pomeriggio. Del resto, la dote fondamentale del tecnico toscano è proprio quella di saper recuperare i calciatori in difficoltà che passano dalle sue parti. Vi ricordate del Cristiano Lucarelli arrivato a Livorno dal Torino? Segnava pochissimo e dava quasi l’impressine di essere un campione ormai in declino. Ebbene con Mazzarri in panchina, il livornese si è riscoperto bomber, segnando ben 24 gol!

Per non parlare poi di Nicola Amoruso, che sotto la sua ala protettiva è passato da cinque gol a stagione a 33 in due anni, o di Rolando Bianchi, che con 19 reti nel 2006 contribuì in modo determinante alla salvezza della Reggina.

Ma il merito è tutto suo, di questo toscanaccio anomalo, che non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare e che preferisce i fatti alle parole. Ed i fatti dicono che la sua Sampdoria può mirare in alto e che quei 4 punti, che la separano dall’Europa che conta, sono un gap assolutamente colmabile.

E chissà che dopo il miracolo-Reggina (salvezza all’ultima giornata nella scorsa stagione, nonostante gli undici punti di penalizzazone), non riesca a compiere anche il miracolo-Sampdoria!





Commenta! Scritto da Gioia Bò
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