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  • Mar

Da Giuseppe Plaitano a Matteo Bagnaresi: tutte le vittime del tifo

Di Gioia Bò, in Calcio Italiano, Cronaca.

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Il calcio miete un’altra vittima, anche se da più parti si è parlato di tragica fatalità, che poteva capitare a chiunque, in qualunque circostanza. Rimane il fatto che il corpo sdraiato sull’asfalto è quello di un tifoso del Parma e a causarne la morte è stato un pulmann di tifosi juventini. Inutile parlare di colpe, perché dai racconti degli stessi amici di Matteo Bagnaresi, si capisce che si è trattato di un incidente, uno sfortunato ed evitabile incidente.

Ma il dubbio è lecito: Matteo sarebbe morto lo stesso, se le due tifoserie non si fossero incontrate? E ancora: l’autista avrebbe fatto la stessa azzardata manovra, se non fosse stato costretto a sottrarsi dalla furia dei tifosi gialloblu? Per chi crede nel destino, la risposta è semplice, ma non venite a raccontarci che il calcio non c’entra. Resta il dolore per una vita spezzata, l’ennesima “vittima del tifo”, che va ad allungare una già lista infinitamente nutrita.

Morti stupide, avvenute in un momento che dovrebbe essere di aggregazione e che si è trasformato troppo spesso in tragedia, lasciando a terra giovani, la cui unica colpa era quella di amare e seguire la propria squadra del cuore. La serie infinita di vittime si apre nel 1963, quando in una gara per la promozione in serie B, Giuseppe Plaitano, tifoso della Salernitana, venne ucciso da un colpo di pistola sparato in aria dalla polizia. Giuseppe non era tra i facinorosi scesi in campo per protestare contro una decisione arbitrale. Era rimasto seduto in tribuna, eppure pagò con la vita l’amore per i colori granata.


Una morte evitabile che non ha trovato un colpevole, causata dalla stupidità di un tifo che va oltre il lecito. Ma, come diceva qualcuno, la madre dei cretini è sempre incinta e così capita che nello stadio vengano portate delle armi, che hanno ben poco a che fare con il tifo per la propria squadra, e la tragedia diventa inevitabile. Come si può pensare di sparare un razzo in uno stadio, senza causare danni a qualcuno dalla parte opposta? E’ ciò che accadde nel 1979, quando prima dell’inizio del derby capitolino, Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, venne colpito in pieno volto da un razzo sparato dalla curva sud. Trasportato in ospedale, con lesioni gravissime, non ebbe scampo.


Tragico il bollettino di guerra degli anni ‘80, con ben tre morti a causa del tifo violento. Nel 1984 Stefano Furlan morì in seguito alle ferite riportate durante i tafferugli con la polizia nella gara di Coppa Italia tra Triestina-Udinese. Sempre nello stesso anno Marco Fonghessi venne ucciso a coltellate da un gruppo di tifosi milanisti, subito dopo Milan-Cremonese. Ironia della sorte: anche Marco era tifoso rossonero, ma la la sua macchina era targata Cremona. Assurdo morire in questo modo! Ancora tifosi milanisti a provocare la morte di un giovane tifoso. Era il 1989 e Antonio De Falchi morì per arresto cardiaco, mentre cercava di scappare dalla furia di un gruppo di ultras rossoneri.

Impossibile narrare tutte le vicende delle vittime del tifo. Lo spazio è poco e la lista è troppo lunga per poter essere stilata. Ci limitiamo a ricordare i nomi degli altri “morti per il calcio”, nella speranza di non dover tornare più sull’argomento, aggiungendone altri.

Celestino Colombi, Salvatore Moshella, Vincenzo Spagnolo, Fabio Di Maio, Antonino Currò, Ermanno Licursi, Filippo Raciti e Gabriele Sandri: tutti morti senza un perché. E continuano a chiamarlo sport!





2 Commenti Scritto da Gioia Bò
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Commenti:

Sono stati scritti 2 commenti su "Da Giuseppe Plaitano a Matteo Bagnaresi: tutte le vittime del tifo"

  1. Phantman2

    GLI STA BENE QUANDO VENGONO UCCISI…TANTO AVREBBERO AMMAZZATO QUALCUN’ALTRO…IL GIOCO DEL CALCIO MHA NON SO CHE GIOCO E’…E TUTTI STI IMBECILLI CHE CI VANNO ALLO STADIO…SI PROPRIO COSI UN’ERBA UN FASCIO… I TIFOSI DOVREBBERO ESSERE MESSI A MORTE TUTTI…CHISSA’ XCHè QUANDO SUCCEDE QUALCHE COSA NON CENTRA MAI NESSUNO FANATICI DI MERDA, QUANDO USCITE DI CASA AVVISATE A LE TROIE DELLE VOSTRE MAMME CHE ANDATE ALLO STADIO X SEMINARE TERRORE COSI DOPO QUANDO A CASA NON ARRIVERETE SE NE FARANNO UNA RAGIONE…NON CONOSCO NESSUN TIFOSO CHE NON VADA ALLO STADIO CON L’INTENZIONE DI COMMETTERE QUALKOSA…VI STA BENE MORITE TUTTI

  2. Gioia Bò

    Io invece, caro Phantman2, ne conosco molti che vanno allo stadio solo per incitare i propri beniamini. Non sono cieca, ho frequentato gli stadi di mezza Italia e conosco le situazioni alle quali ti riferisci, ma mi rifiuto di credere che 40-50-80 mila persone vadano allo stadio sulle per seminare terrore.



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